APOLOGETICA CON L’ARTE: “L’angelo custode” di Marcantonio Franceschini (1716)

The Guardian Angel (1716), vintage painting by Marcantonio Franceschini. Original public domain image from Wikimedia Commons. Digitally enhanced by rawpixel. More: Original public domain image from Wikimedia Commons

Chesterton dice che il grande mistero della vita dell’uomo è tanto l’essere piantato bene a terra quanto il tendere verso l’alto. A tal proposito, lo scrittore inglese utilizza l’immagine di un albero maestoso che ha le radici ben profonde nel terreno, ma ha le fronde che sono talmente in alto da quasi sfiorare il cielo.

La verità dell’angelo custode s’inserisce in questa duplice e contrastante tensione.

Il Dio cristiano non solo esiste, ma c’è. Non è deisticamente indifferente. Ama l’uomo e viene in suo soccorso.

Un soccorso principalmente fatto dalla sua venuta nel mondo, ma anche dal dono di un aiuto angelico.

Ognuno di noi è il bambino del dipinto di Franceschini.

Ognuno di noi è “nudo” come quel bambino, cioè spoglio di tutto, incapace a sostenersi, a reggersi tra le spinte angustianti dell’esistere.

Ma per ognuno di noi c’è un aiuto che sa compiere una duplice opera: indicare il cielo e robustamente afferrare il braccio.

La figura dell’angelo di Franceschini è pienamente rispondente alla verità di fede.

L’angelo è sì puro spirito, ma è forte, tenace, robusto, perché deve aiutare nella lotta contro chi, volendo avversare la Provvidenza di Dio, è altrettanto forte, tenace e robusto.

Il simbolico corpo con cui l’angelo è rappresentato è tutt’altro che gracile: ha una sua rasserenante consistenza.

E in quella consistenza sa compiere una duplice, quasi contrastante azione: indicare con leggiadria il cielo, ma anche materialmente e robustamente afferrare il braccio del suo protetto: stringerlo forte, per non farselo sfuggire.

Una stretta muscolare per indicare un destino celeste.

Intanto, alle spalle, proprio un albero, con le radici profonde nel terreno e le fronde quasi a sfiorare il cielo, sembra osservare quel mistero confortante.


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