Non ci può essere matrimonio se non tra un solo uomo ed una sola donna. Ciò perché il matrimonio ha bisogno di due elementi: la differenza sessuale e la mutua donazione.
La differenza sessuale è l’unica ed esclusiva possibilità per la procreazione, ma anche l’unica possibilità per un vero completamento piscologico e attitudinale. Piscologico, perché l’uomo e la donna non sono uguali, ma -per l’appunto- hanno psicologie diverse che a loro volta hanno bisogno l’una dell’altra. Completamento attitudinale, perché è altrettanto indubbio che l’uomo e la donna abbiano attitudini diverse. Capacità cioè di osservare e giudicare la realtà con approcci diversi. L’uomo soprattutto con una capacità logico-discorsiva; la donna con una più simbolico-intuitiva.
La mutua donazione: non c’è dono se non nell’unicità. O perlomeno non c’è dono integrale, totale, pieno, se non nell’unicità. Donarsi vuol dire essere pienamente di un altro. La donazione implica la singolarità della donazione stessa. Ed è proprio la mutua donazione l’unica possibilità di fondare il vincolo dell’indissolubilità
L’unità del matrimonio ha cambiato la storia dei rapporti umani. La famosa rivista scientifica Scienze, del novembre 2019, parlando di uno studio di ricercatori americani della George Mason University, scrive che la Chiesa Cattolica, permeando gradualmente la società, ha lentamente portato ad un nuovo tipo di relazioni umane, in cui il clan cessa di prevalere sul nucleo familiare, per il bene di ciascuno dei suoi membri: coniugi e figli. Il mezzo privilegiato di questo sviluppo fu -appunto- il matrimonio cristiano.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
La specie Homo sapiens è presente da almeno 50.000 anni, il cosiddetto “matrimonio cristiano” da meno di 2000: affermare la sua importanza è quanto meno miope. Ammesso poi che esista veramente, visto che fino a non più di un secolo fa molte famiglie, come in Italia, avevano un’organizzazione tribale dove vivevano assieme genitori, nonni e spesso anche zii. Ed oltre ad essere miope questa visione è anche verosimilmente sbagliata, visto che basta il buon senso a capire che se un figlio/a ha sotto gli occhi comportamento ed esempi di vita di più persone oltre al padre e alla madre potrà crescere in maniera più aperta e completa, proprio in gruppi simil-tribali che per decine di migliaia di anni (!) sono stati i veri modelli di organizzazione famigliare, evitando altresì quelle psico-patologie che oggi la scienza ci dice nascano molto spesso proprio all’interno di nuclei famigliari “chiusi”. La sua visione non è vera, è ideologica.