Il Dono dell’Intelletto fa sì che i mistici percepiscano la realtà divina celata sotto i veli eucaristici. Questi, nelle loro visite al Santissimo Sacramento non recitano, non meditano, si limitano a contemplare il divino Prigioniero d’amore con uno sguardo semplice.
Viene facile da pensare a quel contadino che andava frequentemente nella chiesa del santo Curato d’Ars per contemplare il Tabernacolo. Il santo sacerdote gli chiese cosa facesse, e questi si limitò a rispondere: “Io guardo Lui e Lui guarda me“.
La percezione è proprio un effetto dell’intuizione e questa a sua volta è la peculiarità del Dono dell’Intelletto. E’ questo Dono che fa subito andare alla sostanza delle cose, liberando la realtà da tutte le apparenze che possono ingannare.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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