San Tommaso d’Aquino distingue due livelli di dignità della persona umana: una originaria (prima) e una acquisita (seconda).
La dignità prima (anche detta: ontologica) è la dignità posseduta da ogni uomo in quanto uomo. Dunque, è legata all’essere della persona. Essa:
- deriva dalla natura razionale dell’uomo
- si fonda sul fatto che ogni uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio
- è inalienabile: non può essere persa nemmeno con il peccato
La dignità seconda (anche detta: morale) riguarda l’agire della persona umana. Essa:
- dipende dalle scelte libere e morali
- cresce con la virtù e diminuisce con il vizio
- È variabile: può aumentare e diminuire
- Non è inalienabile come la dignità prima, bensì può essere compromessa con il peccato.
Dunque anche chi agisce male conserva la dignità ontologica ma perde quella morale.
Per San Tommaso questa distinzione tra dignità prima e dignità seconda non è solo teorica, ha degli effetti sul piano morale e giuridico.
Il primo effetto è l’universale riconoscimento della dignità di ogni uomo:
- Ogni uomo possiede la dignità prima.
- Ogni uomo non può mai essere trattato come mezzo
- Anche il più grande criminale non perde mai la sua dignità prima
- Quando si deve punire qualcuno bisogna farlo nel rispetto della sua umanità.
Il secondo effetto è la possibilità di esercitare il giudizio morale
- Non sono uguali un uomo che agisce bene ed un uomo che agisce male
- È giusto premiare la virtù ed è giusto condannare il vizio
Il terzo effetto e sulla carità: si ama ogni persona per la sua dignità ontologica
- Si deve sempre desiderare e pregare per la conversione anche del più crudele criminale
La distinzione tra dignità prima e dignità seconda dà a san Tommaso la possibilità di logicamente giustificare la pena morte (Summa Theologiae, II-II, q.64, a.2). Ogni uomo ha una dignità ontologica (che non si perde mai), ma questi può perdere la rettitudine morale (dignità seconda). La società è come un “corpo”, colui che compie crimini gravissimi deve essere considerato come un “membro malato”. Quindi, per il bene del tutto, può essere lecito eliminarlo. Ma, proprio perché il criminale non perde mai la dignità prima, la pena di morte deve rispettare delle regole:
- deve essere inflitta dall’autorità legittima
- deve essere ordinata al bene comune
e mai ad un atto arbitrario o di vendetta
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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