Quando i bambini muoiono in situazioni di grande dolore, è credibile che il Signore non li abbandoni. Nel Getsemani Gesù venne consolato da un angelo mandato dal Padre…così sicuramente anche i bambini…per questo il volto del piccolo Lele era sereno: un volto che finì con l’insegnare molto alla sua mamma.
Era stata dura. Indicibilmente dura. Fiorella guardava il suo prefabbricato e ricordava. La sua vecchia casa? No. Poco le interessava la sua vecchia casa. Ricordava il suo piccolo Lele. La casa era venuta giù con quella terribile scossa… e si era portato via, seppellendolo, il suo terzo figlio: il piccolo Lele. Aveva solo cinque anni. L’avevano trovato che stringeva in una manina il modellino di un’auto rossa da cui non si separava mai. Il volto però era sereno, quasi sembrava sorridesse. E ciò era l’unica speranza che sosteneva Fiorella. Infatti, ciò che struggeva il cuore di quella povera mamma era pensare a quanto avesse sofferto il suo piccolo: Era morto subito? Dopo poco tempo? Oppure -terribile!- dopo tanto, troppo tempo?
Questa ultima possibilità faceva sobbalzare il cuore alla povera donna, facendola entrare in un’angoscia opprimente. L’unico conforto era quel volto stranamente sereno del suo Lele privo di vita.
Ormai era questa l’esistenza di quella povera mamma: pensare e ripensare quanto avesse sofferto Lele. E in tutto ciò se la prendeva anche con Dio. “Perché? – si chiedeva- Perché non aveva fatto nulla per salvare la vita di quel povero bambino? Del suo Lele? Perché? Può Dio, se è buono, permettere o addirittura volere che muoia un innocente? Può Dio veder soffrire un bambino sotto le macerie e non fare nulla?” Queste le domande che assillavano la povera Fiorella… e nell’impossibilità di trovare una risposta adeguata, la sua mente si struggeva.
***
Erano passati ormai tanti anni. Fiorella era anziana, ma ricordava ciò ch’era successo tanto tempo fa. Ricordava ancora il suo piccolo Lele. Ma non solo. Purtroppo era successo anche altro. Andrea, il secondo, aveva da tempo intrapreso una brutta strada. Era già stato in una comunità, ma non era riuscito a liberarsi dalla schiavitù della droga. Era tornato a farne uso.
Dunque, per la povera Fiorella i dolori strazianti erano due. Il tempo passa invano per il dolore di una mamma, ma non erano dolori uguali. Il secondo oltre a lacerarle il cuore la metteva continuamente in discussione: in che cosa aveva sbagliato perché il suo Andrea avesse deciso di distruggersi in quel modo?
Era un giorno di luglio. Il giorno della Madonna del Carmelo, l’anziana donna non ce la faceva più: al dolore del piccolo Lele, che non riusciva a dimenticare, si accompagnava l’altro dolore di un figlio sbandato che non ne voleva sapere di cambiare e che stava andando verso il baratro. La donna, da quando era successa la tragedia al suo piccolino, non aveva voluto più pregare. Si rivolgeva a Dio solo per inveire contro di Lui e per chiedere perché; e da diversi anni i “perché” erano diventati due.
Il giorno della Madonna del Carmelo le ricordava molto. Sua madre si chiamava così. E quando era bambina, in casa sua, quel giorno era una grande festa. La mamma nei momenti di difficoltà invocava sempre a voce alta la sua Madonna. A questo ricordo le fu spontaneo implorare senza aprire bocca: Madonna del Carmelo, fammi capire che cosa è accaduto nella mia vita! Immediatamente si aprì la porta e vide Andrea con un volto strano. Non solo smunto e sofferto, come di chi fa uso di certe sostanze, ma anche triste e cattivo. Il giovane le chiese dei soldi. Li pretese ed ella non ebbe la forza di negarglieli: il volto di suo figlio le fece paura.
Le venne spontaneo paragonare il volto di Andrea con quello del suo Lele. Triste e cattivo, il primo; sereno e sorridente, il secondo: con l’automobilina rossa stretta in una manina, ma sereno e sorridente…malgrado le macerie.
La Madonna di sua madre le aveva risposto. Le aveva fatto capire che tutto è grazia…anche la morte degli innocenti, nella logica di Dio, è grazia.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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