1.La poetica pascoliana è tutta indirizzata alla riscoperta dell’infanzia. Secondo Pascoli, il poeta dove coincidere con il “fanciullino” che è dentro ad ognuno. Egli così scrive ne Il fanciullino:
(Il fanciullino) è (…) quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle (…) è quello che piange e ride senza perché09 di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione. (…). Senza di lui, non solo non vedremmo tante cose a cui non badiamo, ma non potremmo nemmeno pensarle e ridirle, perché egli è l’Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente.
2.Quella del Pascoli è una poetica decadente, perchè rifiuto del presente. Il famoso critico Barberi-Squarotti ha messo in evidenza quanto sia importante nella poesia pascoliana il mondo degli uccelli (i fringuelli, la capinera, l’allodola). Gli uccelli come capacità di evadere.
3.Da questa poetica non poteva che scaturire una poesia alogica e priva di tessuto narrativo. Un linguaggio “pregrammaticale” e anche “agrammaticale”. Ma qui si pone un problema relativo a come bisogna veramente intendere la conoscenza infantile. Certamente il bambino non si rapporta alla realtà attraverso ragionamenti complessi, ma ciò non vuol dire che non sappia “ragionare” andando nel profondo e cogliendo il mistero del reale. Il bambino si stupisce non perché non capisce ciò che gli sta dinanzi, bensì perchè si meraviglia per ciò che gli sta dinanzi.
5.Connesi al recupero dell’infanzia, in Pascoli sono anche i temi del mistero e del dolore. Si pensi alla poesia La cavallina storna. Il dolore era per lui il “sale” della vita, ciò che di fatto differenzia l’uomo dalle bestie. Scrisse ne L’eremita:
Dio non negare il sale alla mia mensa, non negare il dolore alla mia vita.
6.Altro puntoi importante è il rapporto con il passato. Pascoli si avvicina al mondo classico con un atteggiamento diverso dagli scrittori classicheggianti come Carducci. Se questi tendeva a costruire il presente sul modello del mondo classico, Pascoli riplasma il passato dandogli un’anima presente.
7.Concludendo: infanzia e dolore…un binomio molto interessante e molto vero. “Vero” perché lo stupore, da una parte, e la Croce, dall’altra, si cercano: E’ il “…se non diventerete come bambini, non potrete entrare nel Regno dei Cieli” che si unisce al “Chi vuol seguirmi, prenda la sua Croce e mi segua“.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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