SOSTA: Cosa insegna il miracolo dei pani e dei pesci?

Il miracolo dei pani e dei pesci è raccontato in tutti e quattro i Vangeli. Faremo riferimento al racconto che ne fa Giovanni, al capitolo 1 dai versetti 1-15:

Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Ci sono almeno tre insegnamenti importanti:

  1. Il soprannaturale non sostituisce il naturale.
  2. Dio esige la collaborazione della libertà umana.
  3. Il patrimonio della Fede va conservato nella sua integrità.

Il soprannaturale non sostituisce il naturale. Gesù, prima di compiere il miracolo, chiede a Filippo dove si potesse comprare il pane per sfamare tutti i presenti. Filippo gli risponde che occorrerebbe troppo denaro che non avevavno. Gesù allora compie il miracolo dopo che aveva constatato che non si potesse soddisfare naturalmente il bisogno. Il racconto fa dunque capire che il miracolo non sostituisce la dimensione naturale, bensì ripara o addirittura risolve la deficienza naturale.

Dio esige la collaborazione della libertà umana. Gesù compie il miracolo utilizzando ciò che offre un ragazzetto che ha portato con sé cinque pani d’orzo e due pesci. Anche in questo caso il miracolo non sostituisce la natura, ma la risolve. Inoltre, il miracolo si serve della generosità di un ragazzetto che mette a disposizione ciò che aveva portato lui e forse per qualcuno ch’era con lui. Ciò fa capire che basta che noi ci mettiamo quel poco che abbiamo e poi Dio fa il resto.

Il patrimonio della Fede va conservato nella sua integrità. Gesù, dopo che tutti si fuorno saziati, dice ai suoi discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto“. Il significato è che nulla si deve perdere di ciò che Gesù ha compiuto tra gli uomini. Guai a trascurare anche qualche piccolo frammmento di verità che Dio ci ha rivelato. Sant’Agostino diceva: “Bonum ex integra casua, malum ex quocumque defectu“. Nessuno, dunque, può permettersi di rifiutare qualcosa, anche se “piccolo”, del patrimonio della Fede.


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