1.Quando si cammina, la salita costa fatica. Molto meglio proseguire in pianura. Ma questo vale per il camminare ordinario, non per la vita cristiana, in cui invece vale il contrario: la pianura è pericolosa, la salita è invece sempre fruttuosa. Scrive giustamente padre Stefano Maria Manelli nel suo Il pensiero di Padre Pio: “Il monte Calvario e il monte Tabor ci donano rispettivamente la purificazione e la trasfigurazione, ossia l’amore crocifisso e l’amore beatifico contemplativo. Il primo è causa del secondo, il secondo è frutto del primo; il primo toglie gli ostacoli, il secondo illumina e porta innanzi verso le esperienze più ineffabili. Il nostro problema, in effetti, è la “pianura” che ci fa camminare terra-terra, che lega le nostre aspirazioni e i nostri desideri alle cose di questo mondo, che tarpa le ali alle ascese delle virtù eroiche e ai voli della mistica“.
2.Ritornando al camminare, proseguire in pianura non fortifica i muscoli; può essere rilassante, ma non più di questo. I muscoli si allenano con lo sforzo della salita. Poi, arrivati in cima, si capisce il perché ne è valsa la pena. E’ dall’alto che si può osservare meglio. E’ nell’alto che l’uomo ritrova se stesso, capendo il perché del suo vivere. E’ con la conquista dell’alto che l’uomo scopre la bellezza del vivere, sconfiggendo ogni monotonia. D’altronde, vi immaginate come sarebbe il paesaggio del mondo senza montagne? Un’insopportabile monotonia.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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