Qual é davvero “il giorno più bello della vita”? Facciamo rispondere il buon Totò

Un piccolo, ma significativo particolare: oggi si tende ad inflazionare l’espressione “il giorno più bello della mia vita“, nel senso che basta fare o vivere qualcosa di particolarmente piacevole e gradito, ed ecco che si è pronti a definire quel giorno…come il giorno più bello della vita. Una volta questa espressione (giorno più bello della vita) la si usava per il giorno della Prima Comunione. Non si dimentichi ciò che avrebbe detto Napoleone Bonaparte, allorquando, poco prima di morire, poté riprendere la Comunione dopo decenni e decenni: Adesso capisco perché non mi sono mai sentito così felice come il giorno della mia Prima Comunione. Detto da lui, è tutt’altro da trascurare. Lui ch’era stato l’uomo più potente della terra, che aveva fatto da “ufficio di collocamento” per fratelli sorelle e cugini (per la serie: “Tengo famiglia”), non si era mai sentito così felice come il giorno della Prima Comunione. E non se ne riusciva a capacitare. Ma se non per il giorno della Prima Comunione, senz’altro questa espressione (giorno più bello della vita) viene almeno utilizzata per il dì del Matrimonio. Lasciando perdere a cosa si è ridotto oggi il Matrimonio (Ad una burletta!.. direbbe un personaggio di Guareschi), molti continuano ad utilizzare questa espressione anche per il giorno del fatidico “sì”.

Se si vuole, si potrebbe licenziare questa espressione con l’altrettanto famosa espressione De gustibus non est disputandum. Ma invece una riflessione va fatta. Dire che il giorno in cui si è stati più felici è stato quello della Prima Comunione, o quello del Matrimonio, vuol dire identificare la felicità con un incontro. Dire, invece, che il giorno in cui si è stati più felici è stato quello in cui si è riusciti a vedere cose nuove o a fare un’esperienza straordinaria, cioè fuori dell’ordinario, vuol dire invece identificare la felicità con un’esperienza personale. Nel primo caso, l’uomo incontra ciò che lo rende felice. Nel secondo caso, l’uomo scopre come in lui possa scaturire la felicità facendo qualcosa di straordinario.

La differenza non è affatto di poco conto. E’ una differenza decisiva. Ma non solo è decisiva, è anche espressiva di un cambiamento di giudizio sulle cose e sulla vita. L’incontro presume che l’uomo scopra di non essere bastante a se stesso. L’esperienza personale che la chiave di soluzione sta nello scoprire in sé le risorse decisive.  Il buon Totò la famosa frase di cui sopra, de gustibus non est dispuntandum, la cambiava così: de gustibus ad libitum sputazzellam… In questo caso siamo proprio d’accordo con il Principe de’ Curtis.


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2 Comments on "Qual é davvero “il giorno più bello della vita”? Facciamo rispondere il buon Totò"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 22 Luglio 2021 at 15:43 | Rispondi

    Sono sempre stata contraria alle esplorazioni spaziali, perché ho sempre pensato che c’è tanto ancora da fare sulla terra per migliorare le condizioni di vita di tanti infelici, che sciupare denaro ed energie fisiche e mentali umane per imprese che non servono a nulla (come, a suo tempo, non servì a nulla lo sbarco sulla luna) sia una vera idiozia. Ma la mia osservazione è terra – terra e molto political uncorrect.

  2. Non si dice “le brezze del viaggio nello spazio” (anche perché nello spazio non c’è vento) ma si dice “l’ebbrezza del viaggio nello spazio”.

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