Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.
1.Il proverbio dice (e ce ne sono molti che affermano questo) che quando la Pasqua viene “bassa”, cioè agli inizi di aprile se non perfino a marzo, essa solitamente si presenta con un bel tempo; quando invece la Pasqua viene alta, oltre la metà di aprile, allora bisogna temere per il clima…e non solo il povero, ma anche il ricco potrebbe essere costretto a non poter andare scalzo. Si tratta di una stranezza, perché è lapalissiano che a marzo sia molto più probabile che faccia fresco ed ad aprile che faccia più caldo. Eppure…eppure il proverbio vuole dirci qualcosa che tanto strano non è. Vediamo cosa.
2.Chi di noi può dirsi completo padrone del proprio tempo? Certo, un conto è rendersi conto ed agire sapendo che il tempo ci è stato e ci viene offerto come “dono” per cui sta a noi gestirlo, altro invece è convincersi che saremmo talmente padroni del nostro tempo da poter essere completamente sicuri di fare ciò ciò che ci siamo prefissi di fare. Quante volte basta un nonnulla (senza pensare a cose tragiche) perché siamo costretti a dover rivedere i nostri programmi. Domattina andrò in quel tale ufficio per fare un’importante commissione, poi accade un contrattempo…e sono costretto a rimandare ciò che d’importante dovevo fare. Insomma, relativamente al tempo, siamo solo degli usufruttuari. Siamo chiamati a gestirlo, ne siamo responsabili, perché se lo dovessimo utilizzare per allontanarci dal Bene, ne dovremmo rendere conto a Dio, ma il tempo ci potrà essere tolto quando meno ce lo aspettiamo. E’ un fatto. E’ un’evidenza. E chi volesse negare tale fatto e tale evidenza, sarebbe bene che si facesse visitare da un buon medico.
3.Torniamo al proverbio: Quando la Pasqua è bassa, il freddo se ne va via presto, ma se cade più in là di mezz’aprile non può andar scalzo né il povero né il ricco. Dunque, è proprio quando tutto sembra prepararsi per il meglio, proprio quando sembra che non possa più esserci il freddo del buio inverno, proprio quando la natura si è ormai risvegliata dal letargo della rigida stagione, che invece potrebbe accadere una sorpresa. Una sorpresa che ci ricorda che non solo dobbiamo sempre tenerci pronti a qualsiasi evenienza, ma che anche se è l’uomo a proporre, è sempre Dio che dispone tutto.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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