Il popolo è ben altra cosa rispetto alla massa. La massa è qualcosa d’informe, che, pertanto, si lascia facilmente plasmare. Il popolo no. Esso ha una sua identità, una sua storia, delle radici. Ha un vissuto che gli permette di giudicare con buon senso il reale. E questo lo conforta di un’eredità: la saggezza. Certo, i popoli non sono uguali; perché le culture non sono uguali. C’è chi ha conquistato il Vero. Chi lo ha atteso. Chi lo ha rifiutato. Chi se ne è allontanato. Ma al di là di questo, ciò che è di natura percepisce il senso delle cose e il mistero del vivere. E, proprio perché Dio ha fatto sì che la natura fosse predisposta all’accoglienza della Grazia, non c’è buon senso popolare che non manifesta questo desiderio; al di là di ciò che la Storia dei singoli popoli partorisce. Ecco perché si può capire l’unicità e la bellezza della Verità Cattolica anche attraverso il buon senso di tutti i popoli.
Se ci si riflette è vero che la definizione migliore da poter dare al mese di Aprile è quella di “mese gentile”. La gentilezza è delicatezza. La gentilezza è quella dimensione per cui non vi è nessun eccesso stridente, né in senso di sproporzione per eccesso né di sproporzione per difetto. E infatti ad Aprile, quando il clima dovesse essere già mite, non si verifica mai un caldo opprimente; o se dovesse esserci un clima ancora non proprio primaverile, non sarebbe mai un freddo paralizzante come quello dei mesi invernali. Insomma, Aprile è come se stemperasse qualsiasi eccesso.
La vita del cristiano questo deve essere: un continuo perseguimento dell’equilibrio. Obiettivo certamente non facile da raggiungere. Impossibile, se si volesse conquistare con le sole forze umane. Ma con Dio è possibile. La forza del suo Spirito è la soluzione. La vita del cristiano deve essere tutta nell’equilibrio tra fermezza e dolcezza. Da qui la necessità di essere sempre cortese e dolce, anche quando gli è necessario esprimere la fermezza del rimprovero e dell’ammonimento. La sua fermezza non deve mai essere ruvida, la sua dolcezza non deve mai trasformarsi in un mieloso buonismo…come il mese di Aprile che, quando offre il tepore, non impone mai l’afa opprimente e, quando offre un clima freddo, non impone mai un gelo fastidioso.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Be the first to comment on "“Aprile mese gentile, veste di verde e di stile” (proverbio della tradizione contadina italiana)"