“Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere” (Mordecai Richler)

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica.


1.Non abbiamo le competenze per confermare ciò che dice lo scrittore canadese. Diciamo però che l’affermazione di Richler è credibile. E non ci interessa se lo sia sul piano anatomico, c’interessa invece che lo sia su un altro piano: quello esistenziale.

2.L’uomo è fatto per la felicità, non per la tristezza. Dio lo ha creato perché si realizzasse pienamente in Lui, che è la fonte e la sostanza di ogni felicità. E invece l’uomo, allontanandosi da Dio, ha deciso per l’angustia, l’angoscia, la tristezza…e per ogni malessere possibile.

3.Ciò che è più naturale è la felicità, non la tristezza. Come il Bene. E’ il Bene che esiste dall’eternità non il Male. Il Male è solo mancanza di Bene. Così è la tristezza: è mancanza di felicità. Tant’è che per essere tristi occorre più fatica muscolare che per essere allegri. Settantadue muscoli per il broncio. Dodici -solo dodici- per sorridere.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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