Nella Bisaccia: Carlo Dossi

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

“Non si diventa grandi uomini se non si ha il coraggio di ignorare un’infinità di cose inutili”

Carlo Dossi  (1849-1910)

Carlo Dossi appartenne al movimento della Scapigliatura e molte cose che ha scritto sono tutt’altro che edificanti.

Estrapoliamo dai suoi scritti la frase che fa da “bisaccia”. E’ indubbio che essa dice qualcosa che è profondamente vero.

La grandezza dell’uomo si misura dalla capacità di allontanarsi dall’inutilità.

Che cosa è inutile? Ciò che non produce un adeguato vantaggio. Ciò che non arricchisce veramente, ma, al limite,  arricchisce solo illusoriamente.

Perché l’uomo possa avere la capacità di individuare l’inutilità, deve essere altrettanto capace di andare nel profondo, di saper “sbucciare” le cose che gli sono dinanzi.

“Sbucciare” le cose che gli sono dinanzi nel senso di sapere andare oltre ciò che superficialmente si manifesta e saperne, invece, coglierne l’essenza.

L’uomo, per saper distinguere davvero ciò che è utile da ciò che è inutile, deve volersi veramente bene.

Deve essere onesto con se stesso e dirsi che tutto ciò che non rimanda alla soddisfazione della sete di assoluto che alberga nel suo cuore, merita solo un’opportuna dimenticanza…

… un’opportuna dimenticanza per diventare veramente grandi.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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