Rubrica a cura di Corrado Gnerre
Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia” è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica.
“Giammai, no, giammai, la natura disse una cosa, e la saggezza un’altra”
Edmund Burke (1729-1797) – Letter on a Regicide Peace
L’ideologia nasce quando il pensiero “pensa” di essere libero dalla realtà, cioè non vincolato ad essa.
Il motivo è molto più banale di quanto si possa immaginare: un pensiero vincolato al reale, è un pensiero costretto ad accettare il vincolo, la dipendenza: il limite.
Cose, queste, non poco fastidiose per chi volesse illudersi di non dipendere da nulla, se non da se stessi.
Ma -attenzione- l’ideologia non è solo il pensiero che “pensa” di essere libero dalla realtà, è anche quello che “pensa” di essere fuori la realtà; anzi, che questa (la realtà) non sia la vera realtà.
In tal caso siamo nella follia. Una follia “intellettuale”, ma pur sempre follia.
E allora, per essere veramente savi e saggi, bisogna legarsi alla realtà.
Bisogna legarsi alla natura e a ciò che è iscritto in essa… perché la natura e la saggezza non possono dire cose diverse.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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