Cos’è l’Illuminismo?

L’Illuminismo si sviluppò nel XVIII secolo, precisamente tra il 1715, anno di morte di Luigi XIV (simbolo dell’assolutismo monarchico) e il 1789. Questa ultima data segna l’inizio della Rivoluzione francese che è da considerarsi come traduzione e realizzazione politica dei princìpi dell’Illuminismo.

L’Illuminismo nacque in Inghilterra, ma si sviluppò prevalentemente in Francia e da qui anche in altri contesti. Riguardò vari settori della cultura: politica, filosofia, arte, letteratura…

L’Illuminismo si chiama così perché questo termine richiama il concetto di “illuminamento”. Una chiara impostazione di rottura: promuovere un modello di ragione come realtà “capace” di “liberare” l’uomo dalle tenebre dell’ignoranza e delle superstizioni, concetti questi che si ritenevano dominanti nella civiltà cristiana. Indicative sono le parole di Immanuel Kant scritte nel 1784: “L’Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. (…). ‘Sapere aude!’ Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! E’ questo il motto dell’Illuminismo.”  Dunque, l’uomo di un tempo sarebbe stato un “minorato” nell’uso adeguato della ragione.


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