San Paolo dice che i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento (Romani 11). Ora, che i doni di Dio siano senza pentimento, è fuori discussione. Infatti, Dio non cambia né può pentirsi delle sue decisioni. Se Dio fa qualcosa, rimane per l’eternità.
E’ l’uomo, invece, che può cambiare. Dunque, se è vero che i doni di Dio sono senza pentimento, è pur vero che gli uomini che ricevono tali doni possono pentirsi e rifiutare. Saul fu eletto da Dio come Re d’Israele, ma non rimase Re perché abiurò, apostatò e si diede perfino alla necromanzia. Saul fu riprovato e morì suicida. Giuda fu scelto da Gesù come apostolo, ma tradì. Non si può dire che Dio si sia pentito di aver scelto Giuda, piuttosto è stato Giuda a rendersi indegno dell’elezione. E altri esempi si potrebbero fare a riguardo.
Dunque, questo ragionamento va applicato anche nel caso dell’elezione del popolo ebraico.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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