1.L’Italia è tra i Paesi in Europa con il più alto uso di cannabis e di cocaina. Tempo fa lo psichiatra Alessandro Vento, responsabile dell’Osservatorio sulle Dipendenze, disse in un’intervista che l’alto uso di queste sostanze attestano il desiderio di porre in atto una “fuga dalla realtà”. Ovviamente stigmatizzando. Parole queste che però dicono e non-dicono. “Dicono”, perché così è. C’è poco da fare: chi fa uso di queste sostanze, almeno a livello inconscio, manifesta un’inadeguatezza ad affrontare la vita con i suoi immancabili disagi. “Non dicono”, perché il punto sta proprio nel perché non si vogliono accettare i disagi. Questi -è ovvio- non piacciono a nessuno, piuttosto la questione verte non su come “positivizzare” i disagi, bensì su come renderli “significativi”, nel senso letterale di conferire loro un Significato (con la “S” maiuscola).
2.Il problema non è che si soffre…è che non si sa più perché si soffre. E così la realtà diventa “pesante”, assurda e si pretende fuggirla. L’uomo sa accettare tutto, anche le situazioni più difficili; ciò che però gli pesa è dover accettare il disagio senza un motivo. Il dolore infierisce proprio la dove s’accorge che non è sopportato con fermezza…fa dire Shakespeare a Giovanni di Gaunt nel Riccardo II (Atto I, Scena III). La “fermezza” scaturisce quando c’è una capacità di governo e di dominio sul dolore stesso; e questa capacità sta esclusivamente nel capirne il perché. Almeno nel capire che quel disagio, quella sofferenza, rientrano in un significato più grande: non sono assurde.
3.Ma senza il Dio vero, che è il Dio della Croce (e non altri), il dolore è incomprensibile e assurdo. Il nostro tempo, eliminando il Dio della Croce, pretendendo fondarsi senza il Dio della Croce, ha eliminato anche il motivo e il significato del soffrire. Da qui il fuggire una realtà che è stata impietosamente svuotata.
4.L’uomo di oggi, si sente potente su molto, ma ha perso potere sulla sua vita e quindi sul mistero di essa, perché non c’è comprensione del proprio mistero se non nella capacità di padroneggiare il dolore. Giustamente George Bernanos (888-1948) dice ne La gioia: Chi cerca la verità dell’uomo, deve farsi padrone del suo dolore.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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