Da cosa si capisce che la Rivoluzione francese fu un evento che volle porsi come inizio di un “nuovo mondo”?

1.La Rivoluzione francese si pose subito come una rivoluzione che non dovesse avere solo caratteristiche socio-economiche, ma prevalentemente culturali. Anzi, la Rivoluzione francese può e deve essere definita come una vera e propria “rivoluzione filosofica”. Essa fu una concretizzazione, sul piano sociale, economico e politico, delle istanze tipiche dell’Illuminismo.

2.La Rivoluzione francese in maniera chiara volle operare un taglio netto con il passato, manifestando il suo intento di cesura. Si decise di conteggiare gli anni non più dalla nascita di Cristo, bensì del suo scoppio (Anno I dalla Rivoluzione, Anno II dalla Rivoluzione, ecc…). Si sostituì la settimana con la decade (l’intenzione era anche quello di far fuori la Domenica come giorno di festa per i cristiani). Si cambiarono i nomi dei mesi (vendemmiaio, brumaio, frimaio, ecc…). Insomma, tutto poteva e doveva servire per far capire ch’era iniziata una Nuova Storia e quindi anche un Nuovo Mondo.

3.La spiegazione sta in ciò che abbiamo detto prima, ovvero nel fatto che la Rivoluzione francese fu l’Illuminismo concretizzato storicamente. L’Illuminismo, a sua volta, era figlio del dubbio metodico cartesiano che, nel filosofo francese, serviva per rifondare totalmente il sapere con il chiaro intento di rifiutare la Tradizione.


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