1.A questa domanda risponde san Francesco di Sales che insegna quanto sia necessario amare e fare bene la singola vocazione che il Signore ha dato a ciascuno. Egli scrisse ad una figlia spirituale, la signora Brulart: Dio ama la nostra vocazione, amiamola perciò anche noi. (…). Siamo ciò che siamo e siamolo bene, per fare onore al maestro operaio di cui noi siamo l’occupazione. (…). Bisogna che lei sia ciò che è: madre di famiglia e lo sia di buon cuore. Dio vuole che lei lo serva così com’è e che ami teneramente il suo stato. (…). Ma, vede, non bisogna pensare a queste cose solo di sfuggita: bisogna che ponga questo pensiero nel profondo del suo cuore e renda questa verità gradevole e accetta al suo spirito. (…). Desideri essere fortemente ciò che è. (…). Poche persone amano in conformità con il loro dovere e il gusto di nostro Signore. A cosa serve costruire dei castelli in Spagna se poi dobbiamo vivere in Francia? (…). Non bisogna soltanto voler fare la volontà di Dio, bisogna farla gioiosamente“.
2.Dunque, la Verità Cattolica propone all’uomo la via più facile possibile: essere ciò che è, cioè ciò per cui Dio lo ha fatto. Una via facile nell’obiettivo, difficile nel tragitto, perché molte sono le prove che s’incontrano, ma una via che va solo riconosciuta e non inventata.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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