Introito
(Salmo 104,3-4 e 1)
Esulti di gioia il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, ricercate senza stancarvi la sua presenza! Rendete grazie al Signore e invocatene il nome; fate conoscere tra le nazioni pagane le opere di Lui.
Lettura
(Re 4,25-38)
Si incamminò; giunse dall’uomo di Dio sul monte Carmelo. Quando l’uomo di Dio la vide da lontano, disse a Ghecazi suo servo: «Ecco la Sunammita! Su, corrile incontro e domandale: Stai bene? Tuo marito sta bene? E tuo figlio sta bene?». Quella rispose: «Bene!». Giunta presso l’uomo di Dio sul monte, gli afferrò le ginocchia. Ghecazi si avvicinò per tirarla indietro, ma l’uomo di Dio disse: «Lasciala stare, perché la sua anima è amareggiata e il Signore me ne ha nascosto il motivo; non me l’ha rivelato». Essa disse: «Avevo forse domandato io un figlio al mio signore? Non ti dissi forse: Non mi ingannare?». Eliseo disse a Ghecazi: «Cingi i tuoi fianchi, prendi il mio bastone e parti. Se incontrerai qualcuno, non salutarlo; se qualcuno ti saluta, non rispondergli. Metterai il mio bastone sulla faccia del ragazzo». La madre del ragazzo disse: «Per la vita del Signore e per la tua vita, non ti lascerò». Allora quegli si alzò e la seguì. Ghecazi li aveva preceduti; aveva posto il bastone sulla faccia del ragazzo, ma non c’era stato un gemito né altro segno di vita. Egli tornò verso Eliseo e gli riferì: «Il ragazzo non si è svegliato». Eliseo entrò in casa. Il ragazzo era morto, steso sul letto. Egli entrò, chiuse la porta dietro a loro due e pregò il Signore. Quindi salì, si distese sul ragazzo; pose la bocca sulla bocca di lui, gli occhi sugli occhi di lui, le mani nelle mani di lui e si curvò su di lui. Il corpo del bambino riprese calore. Quindi si alzò e girò qua e là per la casa; tornò a curvarsi su di lui; il ragazzo starnutì sette volte, poi aprì gli occhi. Eliseo chiamò Ghecazi e gli disse: «Chiama questa Sunammita!». La chiamò e, quando essa gli giunse vicino, le disse: «Prendi tuo figlio!». Quella entrò, cadde ai piedi di lui, gli si prostrò davanti, prese il figlio e uscì. Eliseo tornò in Gàlgala. Nella regione imperversava la carestia. Mentre i figli dei profeti stavano seduti davanti a lui, egli disse al suo servo: «Metti la pentola grande e cuoci una minestra per i figli dei profeti».
Graduale
(Salmo 73,20,19,22)
Guarda, Signore la tua alleanza, non dimenticare per sempre la vita dei tuoi miseri. Sorgi, Signore, difendi la tua causa, ricorda la vergogna dei tuoi servi.
Vangelo
(Luca 7,11-16)
In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!». E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!». Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo».
Meditazione
1.La morte infrange qualsiasi desiderio. Un desiderio naturale è quello di sapersi duraturo: che se stesso e ciò che si costruisce non possa dissolversi. San Tommaso dice che il Paradiso è la massima soddisfazione di ogni umano desiderio.
2.Dinanzi a questo ci sono solo due scelte: la dissoluzione o la conservazione, la morte o la vita sempre. Cristo è la conferma che nulla potrà annullare la vita.
Alla Regina dello Splendore
Madre, conosci la debolezza della mia fede. Conosci i miei limiti e le mie fragilità. Aiutami e rafforza la mia fede. Fa che possa sempre testimoniare con gioia e convinzione che il tuo Divin Figlio è la Vita! Regina dello Splendore, accompagnami nel cammino della vita.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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