Il 4 agosto 1879 Leone XIII ribadisce l’importanza della filosofia di san Tommaso. Per l’occasione ti offriamo un brevissimo schema di questa filosofia

L’Aeterni Patris è la terza lettera enciclica di papa Leone XIII, promulgata il 4 agosto 1879. Con essa si volle rilanciare la filosofia tomista come la più adeguata per la riforma di una società in via di secolarizzazione, e come la più congeniale al messaggio cristiano

Ecco un breve schema per conoscere questa filosofia

  • Dio ha voluto l’uomo volontà, ma anche ragione. Dunque, l’uomo deve arrivare a Dio con la fede, ma anche con la ragione.
  • Pertanto, la Rivelazione presuppone la ragione.
  • Aristotele aveva ragione: la conoscenza inizia dai sensi. La conoscenza è adeguamento del soggetto all’oggetto (realismo).
  • La realtà è fatta da esseri esistenti, ma che potevano anche non esistere (contingenti).
  • Gli esseri contingenti presuppongono un essere necessario: Dio, che è l’atto puro (esse ut actus).
  • Ci sono cinque “vie” per dimostrare l’esistenza di Dio, in quanto dagli effetti si può risalire alla causa prima che è Dio.
  • Tutto esiste perché partecipa dell’essere nella sua pienezza, che è Dio.
  • In Dio essere ed esistenza coincidono, nelle creature essere ed esistenza non coincidono.
  • Nella partecipazione Dio è causa efficiente, ma anche causa sussistente: Dio ha creato, ma continua ad operare nel mondo.
  • La partecipazione conduce al metodo analogico: tra Dio e il creato non c’è univocità, né equivocità, ma analogia.
  • Con l’erroneità del metodo univoco si confuta l’ilozoismo presocratico, ovvero il panteismo.
  • Con l’erroneità del metodo equivoco si confuta lo scetticismo atomista.
  • Con il metodo analogico (analogia entis) si capisce non solo che Dio esiste, ma si riescono a conoscere anche alcune sue caratteristiche. Per esempio, che Dio ha creato per amore, cosa che Aristotele non era riuscito a capire.
  • Insomma, con l’analogia si può conoscere (anche se non “comprendere”) la natura di Dio.
  • Via dell’affermazione: le perfezioni delle creature sono anche in Dio.
  • Via dell’eminenza: le perfezioni delle creature sono in Dio in grado eminente, cioè infinito.
  • Via della rimozione: le imperfezioni delle creature contingenti non possono trovarsi in Dio, essere necessario.
  • L’uomo non solo è anima, ma anche corpo, perché è sinolo di materia (corpo) e forma (anima) che insieme formano un’unica sostanza.
  • L’anima è immortale perché è forma pura.
  • La Scuola Francescana aveva parlato di anima e corpo come due sostanze per salvaguardare l’immortalità dell’anima; in tal modo però vi era il rischio del dualismo, cioè la contrapposizione tra anima e corpo.
  • San Tommaso risolve il problema applicando la teoria aristotelica della materia e della forma: l’anima diventa forma pura, per cui ha bisogno sì del corpo ma solo fin quando è incarnata.
  • L’intelletto ha una primato logico: per amare bisogna prima conoscere.
  • La volontà ha però un primato ontologico: si verrà giudicati non dalla capacità di conoscere Dio, ma di amarlo.
  • Come per Aristotele, anche per san Tommaso l’uomo è naturalmente portato a vivere in società.
  • Ogni forma di governo è valida, purché garantisca i diritti dei cittadini e il benessere della società.
  • Comunque per san Tommaso è da preferire la monarchia, perché assicura maggiormente l’unità dello Stato.

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