Attraverso il Dono della Fortezza si pratica la Fortezza in modo sovraumano. E così si arriva a praticare le virtù in maniera del tutto straordinaria, cioè al di sopra delle proprie naturali forze.
San Carlo Borromeo aveva una diocesi vastissima da governare e il protestantesimo minacciava alla porte di essa. Egli voleva visitare quanto più frequentemente le numerosissime parrocchie, ma il tempo a disposizione era quello ch’era. Decise, pertanto, di dormire un’ora a notte, facendo un patto con il suo angelo custode affinché lo svegliasse dopo così poco tempo. Ebbene, una tale dedizione si può spiegare solo con un sostegno soprannaturale diretto come appunto il Dono della Fortezza.
San Pio da Pietrelcina fu un vero e proprio martire del confessionale, trascorreva ogni giorno ore ed ore a confessare per convertire e salvare anime. Anche questa sbalorditiva dedizione si può spiegare solo con il Dono della Fortezza.
San Francesco Saverio si avviò da solo, senza denaro e fidando unicamente nella Provvidenza, verso il lontanissimo Oriente. Anche questo sbalorditivo coraggio si può spiegare solo con il Dono della Fortezza.
Scrive il padre Meynard: “Gli effetti del dono della fortezza sono interiori ed esteriori. All’interno vi è un vasto campo aperto a tutte le generosità, a tutti i sacrifici che giungono fino all’eroismo; vi sono lotte incessanti, ma vittoriose, contro le sollecitazioni di satana, contro l’amore e la ricerca di se stesso, contro l’impazienza. All’etsterno si realizzano splendidi trionfi, riportati dallo Spirito Santo contro l’errore e il vizio. Anche il nostro povero corpo partecipa agli effetti della fortezza divina e, sotto l’azione di questa grazia, si porta con ardore alle pratiche della mortificazione, o soffre, senza venir meno, i più crudeli dolori. Il dono della fortezza quindi è veramente il principio e la sorgente delle grandi cose intraprese o sofferte per Dio” (Trattato della vita interiore)
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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