Perché è il Dono del Timore di Dio a produrre un grande orrore per il peccato?

Proprio perché il Dono del Timore fa capire la maestà di Dio, esso costringe inevitabilmente a considerare tutta la gravità del peccato.

Essendo Dio infinito, il peccato non può che avere un valore altrettanto infinito, anche se è commesso dall’uomo che è un essere finito. Infatti, l’offesa è l’unico atto il cui valore non si misura dalla dignità del soggetto che lo compie, bensì dalla dignità del soggetto che lo subisce.

Nel Dono del Timore, lo Spirito Santo, che vuole purificare l’anima per portarla all’unione divina, le fa sperimentare in anticipo il rigore con cui la divina giustizia, offesa per il peccato, dovrà castigarla nell’altra vita.

San Luigi Gonzaga sveniva ai piedi del confessore dopo essersi accusato di due lievi mancanze veniali.

Sant’Alfonso dei Liguori sperimentò un simile fenomeno quando udì pronunciare  una bestemmia.

Santa Teresa di Gesù scrive: “…che non vi è morte più dura del pensiero di aver offeso il Signore” (Vita 34,10).

Non si tratta di anime pazze o esaltate, bensì di anime che hanno avuto la grazia di capire l’enorme gravità del peccato….e quindi quanto il peccato sia il problema più grave che possa esistere.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza 

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