In che modo il pensiero di Kant è alla base dei totalitarismi contemporanei?

1.Kant “uccide” la metafisica. Egli infatti dice che può essere conosciuta solo la realtà come appare (fenomeno) e non come effettivamente è  (noumeno). Pertanto, non è più possibile conoscere la verità. Ma tale convinzione, portata sul piano giuridico, conduce al cosiddetto positivismo giuridico: la legittimità della legge non è più nel suo contenuto, bensì nella sua proceduralità. Più semplicemente: ciò che conta non è che la legge si fondi sulla verità, bensì che venga approvata attraverso procedure formali corrette. Una legge è giusta non perché esprime il vero (perché il vero non si può conoscere in sé), bensì che appaia formalmente corretta. Come dire: non mi interessa se la mela ha davvero una polpa gustosa e sia davvero mela, ma solo se appare bella esternamente.

2.Insomma, dalla convinzione kantiana ciò che diviene legittimo è ciò che è posto dalla volontà, non ciò che è evidente alla ragione. Ciò può essere la volontà di uno Stato o di una maggioranza, fa lo stesso. Giovanni Paolo II nella Veritatis splendor al numero 101 scrive: “(anche ) una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia.”


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