Perché, in alcuni contesti, l’Islam è tollerante nei confronti della transessualità?

Su occhidellaguerra.it fu pubblicato anni fa un articolo a firma di Daniele Bellocchio sulla vita dei transessuali in Pakistan, in particolar modo nella città di Lahore. Un articolo che mette in evidenza due aspetti, da una parte una certa libertà di cui godono i transessuali, dall’altra la necessità di subire delle proibizioni. Per esempio, nell’articolo si dice che i transessuali per entrare nelle moschee e quindi partecipare alla preghiera devono vestirsi da uomini e ovviamente non essere truccati. Questo articolo ci ricorda un servizio trasmesso da Radiouno, anch’esso diversi anni fa, dove s’informava che Teheran è tra le grandi città del mondo in cui sono più numerose le operazioni di cambiamento del sesso. Il servizio diceva anche un’altra cosa, ancora più sorprendente. In Iran le operazioni per il cambiamento di sesso sono parzialmente pagate dal servizio sanitario nazionale. Fu stesso l’ayatollah Khomeini a dare disposizioni in tal senso. L’ayatollah Khomeini, cioè il padre della Rivoluzione islamica del 1979 che abbatté il regime dello scià Muhammad Reza Pahlavi. Un suo conoscente, che voleva divenire donna, andò a Parigi (dove Khomeini risiedeva prima della Rivoluzione) per convincerlo in tal senso. La spiegazione che si dà è che, piuttosto che vedere un comportamento effeminato, per i custodi dell’ortodossia e della Rivoluzione è meglio cambiare definitivamente sesso.

L’Islam sicuramente condanna l’omosessualità, ma, nel caso dell’Iran e di altri, si consente la transessualità. La posizione cattolica (quella della dottrina ufficiale e di sempre) è invece di condanna tanto della pratica omosessuale quanto della possibilità di cambiare sesso. Questo perché si riconosce la legge naturale, per cui è contro-natura la pratica omosessuale ma è contro-natura anche la transessualità. L’Islam, invece, non riconoscendo l’esistenza della legge naturale, non ha problemi (almeno in alcuni contesti) ad esprimere posizioni strane, del tipo: comportamento effeminato no, transessualità sì.

E allora chiediamoci: perché l’Islam non riconosce l’esistenza della legge naturale? Perché -a differenza del Cristianesimo- non riconosce il valore della ragione. Infatti, per la religione di Maometto l’approccio deve essere unicamente fideista. Secondo l’Islam non esisterebbe un’autonomia tra realtà naturale e realtà soprannaturale, anzi esisterebbe solo una realtà, e sarebbe quella soprannaturale.

Di tutto questo è indicativa la concezione che l’Islam ha di Dio. Per il Cristianesimo Dio s’identifica con il bene: Egli è il bene. Non così per l’Islam che invece ritiene che Dio sia al di là del bene e del male. Per il Cristianesimo, Dio è costitutivamente buono, s’identifica con il bene. Per l’Islam, invece, Dio non è di natura buono, bensì decide di esserlo…e la differenza non è di poco conto. Ciò fa cadere in una dimensione puramente formalista. Un uomo può diventare donna; una donna può diventare uomo…l’importante che l’uomo non faccia la donna, da uomo, e la donna non faccia l’uomo, da donna.


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