Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo.
Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia” è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità cattolica.
1.Può sembrare una frase paradossale quella che abbiamo scelto. Un piacevole gioco di parole, e basta. E’ invece una frase profondamente vera. Sono parole che aprono all’unica risposta possibile quando ci si chiede: Cos’è la felicità? Ebbene, l’unica risposta è questa: La felicità non è alternativa alla sofferenza, ma alla disperazione. Questo è l’unico, possibile, destino che è dato all’uomo. Dopo il peccato originale, la sofferenza e il dolore sono ineliminabili, ma ciò non significa che possano essere dei macigni insopportabili; né tanto meno delle angustie senza significato. La risposta c’è ed è la Croce di Cristo. Unica e persuasiva risposta.
2.Ecco perché Dostoevskij dice che la più grande (cioè: l’unica vera) felicità è quella di capire perché si soffre (conoscere le cause dell’infelicità).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Buongiorno professore. Mi chiamo Michela. Seguo con interesse i suoi editoriali e li trovo veramente edificanti. Perciò mi rivolgo a lei con una richiesta, perché forse lei è in grado di aiutarmi, là dove anche santi sacerdoti non sono riusciti a fornirmi risposta. È lunga da spiegare in questo riquadro. Mi potrebbe fornire una mail o un contatto in cui io possa formulare la questione in modo esaustivo? Intanto i miei migliori auguri di una Santa Pasqua. Michela
Può scrivermi a corradognerre62@gmail.com