BORRACCIA (Salmo 44)

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.


L’ACQUA

(…) al Sovrano canto il mio poema
(Salmo 44)


I SORSI

1.Cari pellegrini, immaginiamo di essere dinanzi ad un ingranaggio. Due ruote dentate sono in perfetta sincronia. Se non lo fossero, si avvertirebbe un rumore stridente e a nulla servirebbero quelle due ruote.

2.L’acqua di questa borraccia afferma che al Sovrano si deve cantare il proprio poema. Il che vuol dire che alla perfezione di Dio si deve corrispondere con la propria “perfezione”. Gesù dice di essere perfetti come è perfetto il Padre Celeste (Matteo 5).

3.Facciamo però attenzione. Nelle parole del salmo si parla di “poema”: l’uomo deve offrire il proprio “poema” a Dio. Ovvero la sua vita deve offrirsi a Dio come “poesia”. La poesia, quella vera, è bellezza. Ma una bellezza particolare. E’ la bellezza che sinteticamente -cioè intuitivamente- coglie le ragioni e il significato profondo di ciò che si osserva. Thomas Stearns Eliot (1888-1965) dice infatti che la poesia ha la capacità di …comunicare anche prima di essere capita. Da qui la sua capacità d’intuire. Giuseppe Baretti (1719-1789) così scrisse a proposito della capacità che ha la vera poesia di cogliere le ragioni del reale: Perché la poesia sia buona, dev’essere tale, che non stravolga mai la retta idea delle cose. Questa capacità di descrivere e capire il reale e, nello stesso tempo, di rimanergli fedele, rende, la poesia, vera poesia e fa di essa un’armonia.

4.Ma torniamo all’acqua della borraccia: a Dio l’uomo deve offrire una vita che sia una “poesia”, cioè sia un’armonia di bellezza. Perché? Perché alla bellezza infinita di Dio bisogna corrispondere con la bellezza possibile dell’uomo. Perché all’armonia infinita e splendente di Dio deve corrispondere l’armonia possibile dell’uomo.

5.I denti di una ruota di ingranaggio sono fatti per accordarsi con quelli dell’altra ruota. Così l’uomo deve accordarsi con Dio. Qui è l’unica sua bellezza. Qui è l’unica sua armonia.


Al Signore Gesù

Signore, la mia vita deve essere un seguirti.

La mia volontà deve conformarsi alla Tua.

In questo: l’unico mio spazio.

In questo: l’unico mio destino.

In questo: l’unica mia felicità.


Alla Regina dello Splendore

Madre, Tu sei colei che più hai corrisposto a Dio.

Ecco perché Tu sei il più bel “poema” che l’universo abbia conosciuto e mai conoscerà.

A questa stupenda bellezza voglio aggrapparmi.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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