Peter Vilhem Ilsted (1861-1933), Ragazze che stanno alla finestra
1.C’è una stanza tranquilla, pulita, calda… ma spoglia, forse troppo spoglia. Due ragazze guardano alla finestra una natura rigogliosa, baciata da un caldo sole. Il desiderio è quello di uscire, prendere un po’ d’aria; forse correre tra i prati e raccogliere qualche fiore sgargiante. C’è un contrasto evidente tra l’esuberanza della natura che s’intravede dai vetri e l’estrema semplicità dell’interno. Una semplicità che rende tutto vuoto. E’ il contrasto tra la novità e ciò che monotamente s’impone. L’età delle protagoniste ha già scelto. Lo dimostrano i loro sguardi catalizzati verso l’esterno. Sguardi che non sono visibili, ma che ben si possono immaginare.
2.Giovanni Pascoli ne L’aquilone dice: C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole. Qualcosa di “nuovo”, nel senso di novità che non stanca. Il sole è sempre il sole, ma l’incapacità dell’uomo a fissarlo con i suoi fragili occhi e l’incapacità a comprendere come sia lì in alto, rende l’uomo mai stanco del sole.
3.Lo sguardo, così fisso e concentrato, delle ragazze del dipinto ci dice che l’uomo non è fatto per ciò che può racchiudere nella sua limitata mente, ma solo per ciò che lo sovrasta infinitamente e che deve riconoscere contemplandolo. Nello sguardo delle fanciulle, che l’osservatore può solo immaginare, c’è tutta la denuncia di quella menzogna filosofica secondo cui l’uomo dovrebbe pensare…più che osservare.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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