Introito
(Sedulius)
Salve, o Madre Santa, tu hai partorito il Re gloriosamente; egli governa il cielo e la terra in eterno.
(Salmo 44,2)
Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero, mentre al Sovrano canto il mio poema.
Colletta
Accorda, o Signore, ai tuoi servi il dono della grazia celeste, affinché a quelli, per cui il parto della beata Vergine è stato principio di salvezza, la solenne celebrazione della sua Visitazione arrechi aumento di pace.
Epistola
(Cantico 2,8-14)
Una voce! Il mio diletto! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate. Ora parla il mio diletto e mi dice: «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico ha messo fuori i primi frutti e le viti fiorite spandono fragranza. Alzati, amica mia, mia bella, e vieni! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro».
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». Allora Maria disse: “L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.”
Meditazione
1.A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?… Dice santa Elisabetta vedendo Maria. E’ una domanda, questa, che in un certo qual modo dobbiamo porci anche noi. Abbiamo, infatti, fatto qualcosa per beneficiare del dono di Maria? Ovviamente la risposta non può che essere negativa.
2.Eppure il Signore ci ha donato una Madre. Una Madre che è Regina dell’universo intero. Una Madre che, nella sua straordinaria potenza, ci accompagna con altrettanto straordinaria tenerezza. Una Madre che è pronta ad asciugare e a consolarci di tutte le nostre lacrime.
Alla Regina dello Splendore
Madre, grazie che ci sei.
Non finirò mai di ringraziare il tuo Divin Figlio che ha voluto affidare la mia vita a Te.
Accompagnami, Madre.
Stammi accanto, Madre.
Tienimi per mano, Madre.
Guidami Tu nel cammino della vita.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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