Introito
(Isaia 59,21; 56,7)
Dice il Signore: “Le mie parole, che ho poste nella tua bocca, non verranno meno; le tue offerte saranno gradite sul mio altare“.
(Salmo 111,1)
Beato l’uomo che teme il Signore, e molto si compiace nei suoi comandi.
Epistola
(Filippesi 3,17-21; 4,1-3)
Fratelli, siate miei imitatori, e osservate coloro che si comportano secondo il modello che avete in noi. Molti, invece, di cui spesso vi ho parlato -e ora ne parlo piangendo- si comportano da nemici della croce di Cristo. Essi finiranno nella perdizione, perché il ventre è il loro Dio, e ripongono la loro gloria in quel che è la loro vergogna, apprezzando solo le cose della terra. ma noi siamo cittadini del cielo, donde aspettiamo come salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, che trasformerà il nostro corpo di miseria, rendendolo conforme al suo corpo di gloria, in virtù di quel potere mediante il quale egli può sottomettere a sé tutte le cose. Così, dunque, o fratelli miei tanto cari e desiderati, mia gioia e mia corona, state ben fermi nel Signore, o carissimi. Io invito Evodia ed esorto Sìnteche a vivere in buona armonia, nel Signore. E chiedo anche a te, o mio fedele collega, di aiutarle: poiché con me hanno lottato per il vangelo, insieme con Clemente e con gli altri collaboratori, i cui nomi sono nel libro della vita.
Graduale
(Salmo 106,32; 106,31)
Lo esaltino nell’assemblea del popolo e lo lodino nel consesso degli anziani. Ringrazino il Signore per la sua bontà e per i suoi prodigi a favore degli uomini. Alleluia, alleluia.
(Matteo 16,18)
Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa! Alleluia.
Vangelo
(Matteo 16,13-19)
Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Meditazione
- San Paolo nell’Epistola ci dice che non dobbiamo farci guidare dal ventre, bensì essere cittadini del Cielo.
- Cosa vuol dire farsi guidare dal ventre? Non significa solo vivere perseguendo scopi puramente materiali: piaceri, ricchezze, potere… bensì anche credere che tutto si risolva qui, sulla terra, e che dunque l’unico spazio per la propria realizzazione sia nel mondo.
- Ecco perché san Paolo parla di “cittadinanza” del Cielo. La cittadinanza fa riferimento alla patria. Dunque, il cristiano deve avere come vera patria il Cielo. Cioè deve ben capire che l’unica vera gioia e l’unica vera realizzazione sarà nel Paradiso. Qui, nella vita terrena, ci è dato solo di gustarne un “antipasto”.
Alla Regina dello Splendore
- Madre Santissima, Tu sei stata da sempre “cittadina” del Cielo.
- Qui sulla terra hai sempre agito, pensato, amato come se già stessi in Paradiso.
- Aiutami affinché anch’io possa coltivare questa “cittadinanza celeste”.
- Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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