Liturgia: San Venceslao, martire (907-929/935)

Vissuto nel X secolo, principe di Boemia, fu educato cristiana mente dalla nonna Santa Ludmilla. Giovanissimo, successe al padre dopo un periodo di emergenza della madre che gli preferiva il secondogenito Boleslao. Ella fomentò a tal punto la rivalità fra i due fratelli che Boleslao assalì Venceslao mentre si recava da solo, come era solito fare, in chiesa per il Mattutino. Difesosi dalla spada di Boleslao, a cui il risparmio alla vita, venne ucciso dai suoi seguaci. Venceslao visse nel periodo in cui, in Boemia, il Cristianesimo era agli albori e l’attività apostolica e missionaria erano molto difficili e pericolose. Egli, profondamente religioso, contribuì alla diffusione del messaggio evangelico, promuovendo religiosamente e culturalmente il proprio popolo e, per la sua bontà e per la sua rettitudine, divenne il santo più popolare della Boemia.


Introito

(Salmo 20,2-3)

Signore, della tua potenza si allieta il giusto e quanto esulta del tuo soccorso! Tu hai colmato il desiderio del suo cuore.

(Salmo 20,4)

Poiché l’hai prevenuto con le più gioconde benedizioni, e in capo gli hai posto una corona di pietre preziose.


Epistola

(Sapienza 10,10-14)

La Sapienza guidò per diritte vie il giusto, gli mostrò il regno di Dio, gli diede la conoscenza delle cose sante, ne prosperò le fatiche e ne coronò i lavori con frutti abbondanti. Lo assisté tra le frodi di chi lo raggirava e lo fece ricco. Lo guardò dai nemici, lo protesse dalle insidie, gli porse vittoria in aspra lotta, perché esperimentasse, che di tutto trionfa la pietà. Essa non abbandonò il giusto venduto, ma lo salvò dai peccatori e con lui discese nel carcere, ed anche tra le catene non lo lasciò, finché non gli ebbe portato lo scettro del regno e il potere contro coloro che l’opprimevano: dimostrò bugiardi i suoi accusatori e gli procurò eterna gloria il Signore Dio nostro.


Vangelo

(Matteo 10,34-42)

In quel tempo disse Gesù ai suoi discepoli: “Non crediate che io sia venuto a mettere pace sulla terra. Non sono venuto a mettere la pace, ma la spada. Perché sono venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera; così che i nemici dell’uomo saranno quelli di casa. Chi ama la madre e il padre più di me, non è degno di me. E chi ama il figlio o la figlia più di me, non è degno di me. E chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi fa risparmio sulla sua vita, la perderà; e chi avrà perduta la sua vita per amor mio, la ritroverà. Chi riceve voi, riceve me, e chi riceve me, riceve Colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta appunto perché profeta, riceverà il premio da profeta; e chi riceve un giusto come giusto, riceverà premio da giusto. E chi avrà dato da bere, anche un solo bicchiere di acqua fresca, ad uno di questi piccoli, perché mio discepolo, non perderà la sua ricompensa.”


Meditiamo

  1. Dice il libro della Sapienza che il Signore, al giusto, offre la vittoria in aspra lotta.
  2. La lotta è cosa dura, anzi durissima.
  3. Ma è anche cosa “aspra”, cioè amara.
  4. Non ci può essere dolcezza nella lotta: bisogna stringere i denti, cercare di resistere. Nella lotta tutto è insidioso, duro, pungente.
  5. Ma chi affronta tutto questo per il Signore, amando la Croce, vedrà questa asprezza trasformarsi in dolcezza.
  6. Sarà la dolcezza della vittoria.
  7. Sarà la dolcezza dell’abbraccio eterno con Dio, fonte di ogni gioia.

Colloquio

  1. Signore, fa che non rifugga la lotta.
  2. Signore, fa che non mi abbatta nella lotta.
  3. Regina dello Splendore, reggimi e sostienimi tu.
  4. Stammi al fianco… e conducimi alla vittoria.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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