MESSA DEL GIORNO: Santa Margherita di Scozia, Regina (1045-1093)

Figlia di Edoardo, re inglese in esilio per sfuggire all’usurpatore Canuto, Margherita nacque in Ungheria intorno al 1046. Sua madre, Agata, discendeva dal santo re magiaro Stefano. Quando aveva nove anni suo padre poté tornare sul trono; ma presto dovette fuggire ancora, questa volta in Scozia. E qui Margherita a 24 anni fu sposa del re Malcom III, da cui ebbe sei figli maschi e due femmine. Il Messale romano la descrive come «modello di madre e di regina per bontà e saggezza». Si racconta che il re non sapesse leggere e avesse un grande rispetto per questa moglie istruita: baciava i libri di preghiera che la vedeva leggere con devozione. Caritatevole verso i poveri, gli orfani, i malati, li assisteva personalmente e invitava Malcom III a fare altrettanto. Già gravemente ammalata ricevette la notizia dell’uccisione del marito e del figlio maggiore nella battaglia di Alnwick: disse di offrire questa sofferenza come riparazione dei propri peccati. Morì a Edimburgo il 16 novembre 1093.


Introito

(Salmo 118,75; 120 e 1)

Signore, i tuoi decreti sono giusti e nella tua fedeltà mi hai afflitto. Trafiggi la mia carne con la tua paura; temo i tuoi decreti. Beati quelli la cui via è irreprensibile, che camminano nella legge del Signore.


Lettura 

(Proverbi 31,10-31)

Quando si trova una degna moglie, il suo valore va ben oltre le perle. Suo marito, affidandole il suo cuore, ha un premio immancabile. Gli porta il bene, e non il male, tutti i giorni della sua vita. Si procura la lana e il lino e fa la stoffa con mani sapienti. Come le navi mercantili, assicura le sue provviste da lontano. Si alza mentre è ancora notte e distribuisce il cibo alla sua famiglia. Sceglie un campo da acquistare; con i suoi guadagni pianta una vigna. È cinta di forza e robuste sono le sue braccia. Le piace il successo dei suoi affari; di notte la sua lampada è spenta. Mette le mani sulla conocchia e le sue dita maneggiano il fuso. Tende le mani ai poveri e tende le braccia ai bisognosi. Non teme la neve per la sua famiglia; tutte le sue cariche sono doppiamente vestite. Fa le sue coperte; lino fine e porpora sono i suoi vestiti. Suo marito è noto alle porte della città mentre siede con gli anziani del paese. Confeziona abiti e li vende e rifornisce di cinture i mercanti. È rivestita di forza e dignità e ride dei giorni che verranno. Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c’è un consiglio gentile. Osserva la condotta della sua casa e non mangia il suo cibo nell’ozio. I suoi figli si alzano e la lodano; anche suo marito la esalta: Molte sono le donne di comprovato valore, ma tu le hai superate tutte. Il fascino è ingannevole e la bellezza fugace; sia lodata la donna che teme il Signore. Datele una ricompensa per le sue fatiche, e lasciate che le sue opere la lodino alle porte della città. e rifornisce di cinture i mercanti. È rivestita di forza e dignità e ride dei giorni che verranno. Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c’è un consiglio gentile. Osserva la condotta della sua casa e non mangia il suo cibo nell’ozio.
Grazie a Dio.


Vangelo

(Matteo 13,44-52)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; chi lo trova lo nasconde, e nella sua gioia va, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Ancora una volta, il regno dei cieli è come un mercante in cerca di belle perle. Quando trova una sola perla di grande valore, va, vende tutto quello che ha e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare che raccoglie pesci di ogni specie. Quando fu pieno, lo tirarono fuori e, seduti sulla spiaggia, raccolsero il pesce buono nei vasi, ma buttarono via il cattivo. Così sarà alla fine del mondo. Gli angeli usciranno e separeranno i malvagi dai giusti e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Hai capito tutte queste cose? Gli dissero: Sì. Ed egli disse loro: Dunque, ogni scriba ammaestrato nel regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dalla sua dispensa cose nuove e cose antiche.


Meditazione

1.L’Introito dice: Trafiggi la mia carne con la tua paura… Cosa vuol dire? E’ mai possibile che si chieda a Dio di “far paura”?

2.Una delle differenze sostanziali tra il modo di concepire il divino nel mondo pagano e il modo di concepire Dio nel mondo cristiano è proprio nella paura di esso. Nel mondo pagano gli uomini dovevano aver paura del divino perché generati per suo trastullo; nel mondo cristiano il divino non incute più paura perché si è convinti che abbia creato per amore.

3.Dunque, le parole dell’Introito significano altro, e cioè che nel profondo di noi stessi (la nostra carne) dobbiamo vivere nella consapevolezza del giudizio di Dio, temendo questo giudizio, e quindi temendo di non adeguatamente corrispondere al suo infinito amore.


Alla Regina dello Splendore

Madre, fa che in ogni azione e in ogni mia scelta sia consapevole che tutto debba essere fatto secondo la volontà del Tuo Divin Figlio.

Fa che non tema il giudizio del Mondo, bensì solo il giudizio del Tuo Divin Figlio.

E anche se il Mondo mi deriderà, non importa; l’importante, Madre, è che faccia la Sua Volontà.

Regina dello Splendore, guidami nel cammino della vita.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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