“Non gioca chi ha paura” (proverbio finlandese)

1.Questo proverbio finlandese è molto chiaro: chi non rischia alla fine si troverà ben poco. Per “giocare”, ovvero per poter davvero trafficare qualcosa e con qualcosa, occorre darsi da fare, agire, occorre osare. Insomma, siamo sul tono di quell’altro proverbio, per noi molto più famoso che dice: Chi dorme, non piglia pesci. L’ozio, la pusillanimità, l’indecisione cronica (ovviamente non la dovuta e opportuna prudenza) finiscono non solo con il paralizzare, ma anche con lo scoprire di non avere nulla tra le mani, che non si è riusciti a produrre nulla.

2.D’altronde questo è ancora più vero nella vita dell’anima. C’è una massima della teologia spirituale che dice che se spiritualmente non si progredisce, si finisce sempre con il regredire. Insomma, non ci si può fermare. Arrestarsi, decidere di non andare né avanti né indietro, è già un rinunciare, e quindi un arretrare. Qui l’esempio degli ignavi di Dante ci viene facile. Il Poeta li immagina nell’Inferno, costretti, per legge del contrappasso, ad inseguire per l’eternità un vessillo perché in vita non avevano mai voluto fare una scelta di campo, pensando stoltamente di rimanere in comodità con…due piedi in una scarpa (altro famoso proverbio).

3.Però…c’è un però. Ovvero questo bel proverbio finlandese (Non gioca chi ha paura), forse vuol dirci anche un’altra cosa, la quale sarebbe ben diversa dal significato a cui abbiamo alluso prima. Giocare è un verbo che richiama la spensieratezza, l’allegria, la letizia di momenti trascorsi in serenità. Perché il bambino tende per natura a giocare? Si risponde (e non sarebbe una risposta sbagliata) perché la sua mente è ancora immatura e, pertanto, leggendo con semplicità la realtà, non ne scorgerebbe la complessità ma solo una fantastica linearità, giudicando tutto appetibile e riproducibile, per esempio il bambino gioca a fare anche mestieri rischiosi dell’adulto: il poliziotto, il soldato, ecc… Ma c’è anche un’altra tesi, ovvero che il bambino tende in natura a giocare perché la sua mente non sarebbe occupata dalle preoccupazioni. E’ quella “spensieratezza” a cui abbiamo fatto riferimento prima: “spensierato” cioè “senza pensieri”. Si tratta, ovviamente, di due opinioni che non si escludono a vicenda, bensì che fanno capire come il giocare sia legato alla letizia.

4.Ecco dunque il qualcos’altro che il proverbio finlandese potrebbe significare: chi ha paura non può giocare. Aver paura in questo senso non sarebbe un riferirsi alla paura momentanea, al giusto timore dinanzi ad un pericolo reale, bensì un riferimento alla paura come sensazione permanente (cronica) in conseguenza di una una visione nichilistica e assurda del vivere. La vita non avrebbe in sé alcun progetto, tutto sarebbe mosso dal caso, si viene dal nulla per andare verso il nulla, ecc… Ebbene, in questo stato di cose come avere letizia, come poter spensieratamente “giocare”?


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

Be the first to comment on "“Non gioca chi ha paura” (proverbio finlandese)"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*