Perché il Santo Curato d’Ars diceva che un sacerdote va riverito più di un angelo?

Queste parole del Santo Curato d’Ars sono molto famose: “Se incontrassi un angelo ed un sacerdote, saluterei prima il sacerdote e poi l’angelo. L’angelo è l’amico di Dio, ma il sacerdote ne tiene il posto“. Il Santo Curato ha perfettamente ragione, almeno per due motivi:

  • Il primo motivo è perché il sacerdote è un Alter Christus. Certo, non si tratta di un’identità nella sostanza, essendo Cristo un modello irraggiungibile, ma comunque si tratta di un’identità analogica, ma reale. Il sacerdote è la continuità della presenza di Cristo fra gli uomini.
  • Il secondo motivo sta proprio nell’espressione che il Santo Curato utilizza: “Il sacerdote ne tiene il posto“. Il sacerdote agisce, infatti, in persona Christi. Per esempio: nella Messa le mani del sacerdote che consacrano diventano misticamente le stesse mani di Cristo.

Tutto questo -si badi- è indipendente dalla fede e dallo stato di grazia del sacerdote. Allora è bene riflettere su queste parole di san Giovanni Maria Vianney, soprattutto quando, per giusti motivi, si deve fare un rimprovero ad un sacerdote. In tali occasioni non bisogna mai far venire meno la doverosa riverenza che si deve alla sua persona.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

1 Comment on "Perché il Santo Curato d’Ars diceva che un sacerdote va riverito più di un angelo?"

  1. Carla D'Agostino Ungaretti | 7 Maggio 2026 at 7:35 | Rispondi

    E’ bellissima qquesta maassima di S. Giovanni Maria Vianney, ma ho la triste impressione che il Santo Curato d’Ars non aveva sospettato, né tanto meno previsto, cosa sarebbe accaduto nella Chiesa di Cristo due secoli dopo di lui. Oggi la Chiesa si è annacquata in tutte le sue istituzioni visibili e invisibili. I sacerdoti non si vestono più da preti; nelle chiese moderne – spesso commissionate ad architetti che non sono certo cattolici – il Tabernacolo non occupa più il posto d’onore al centro dell’altare ben visibile da ogni angolo, ma bisogna andare a cercarlo dove è stato confinato; i confessionali – un tempo pieni di penitenti in coda per confessarsi – ora sono solo mobili vecchi e inutilizzati. Lo bene perché, quando voglio confessarmi nella mia parrocchia, il sacerdote mi porta in sacrestia dove è facile che si venga disturbati da qualcuno che entra. Però, durante la S. Messa domenicale quasi tutti i fedeli si accostano alla Comunione, allora (da peccatrice da due soldi quale io sono) mi viene da pensare: “Ma queste persone saranno tutte in grazia di Dio, visto che il confessionale è sempre vuoto?”A questo punto chiedo perdono a Dio per il mio sospetto malizioso e corro subito in sacrestia a cercare un sacerdote.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*