SOSTA: Perché la donna è stata creata dalla costola dell’uomo?

da Il segno della carne di Ermanno Landi, Firenze 1959


Oggi tutti sono pronti a sorridere di quella che troppo leggermente chiamano la favola della Bibbia, ma di rado si pensa bene al profondo significato di questa “favola” apparentemente tanto semplice.

Con la creazione della donna dal costato di Adamo il libro santo vuol ricordarci che l’uomo e la donna devono essere due in una sola carne, vale a dire devono essere consapevoli del loro amore. Il loro amore ha da essere prima di tutto parola e spiritualità, quindi anche accoppiamento e procreazione.

L’animale non ha alcun vero dialogo con la propria femmina, basta l’istinto a legare l’uno all’altra per il tempo necessario, poiché di solo istinto deve vivere la prole che nasce da loro. Invece la prole che nasce dall’uomo è prole razionale e spirituale, ha da esser parola e consapevolezza, e quindi anche l’amore deve impostarsi come dialogo.

Eva è tratta dalla costola d’Adamo per ricordarci che il dialogo tra l’uomo e la donna nel matrimonio è come il parlare dell’uomo con se stesso nella meditazione. Anzi, proprio per tale modo simbolico di creare la donna, Dio ci ricorda che là dove non vi sia la particolare grazia della vocazione alla vita monastica o comunque alla castità perfetta, là dove non vi sia una grazia tutta soprannaturale, se l’uomo vuol ragionare rettamente e impostare la sua vita come giusto e vero dialogo ha da sposarsi.


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