1.L’amore di Dio è una verità che si può dimostrare con la ragione. Si tratta di un ragionamento semplice. Dio è assoluto eppure ha voluto crearci. Tale creazione non può essere stata motivata da un bisogno perché Dio, in quanto assoluto, non può mancare di nulla bastando a se stesso. Dunque, l’unico motivo che ha potuto spingere Dio a creare è solo un atto di puro, gratuito, amore.
2.Detto ciò, potremmo concludere che Dio dimostri di amarci donandoci qualcosa. In questo caso donandoci la vita, mantenendoci nell’essere; ed anche concedendoci quelle grazie necessarie e sufficienti affinché possiamo salvarci. Certo è così, ma va fatta una precisazione…una precisazione che solo il Cristianesimo può affermare. La precisazione è questa: Dio dimostra di amare ancora di più quando oltre a donare, chiede. Ma chiede cosa? Di cosa può aver bisogno Dio? Da un punto di vista ontologico di nulla, perché è assoluto, ma Dio chiede di partecipare alla sua “seconda creazione”, ovvero alla redenzione.
3.Il Dio cristiano non vuole che ci limitiamo ad essere accanto a Lui, bensì vuole che c’innestiamo in Lui, che partecipiamo della sua stessa vita attraverso la Vita di Grazia. D’altronde Gesù lo dice chiaramente: “Io sono la vite e voi i tralci, se i tralci non sono innestati nella vita, si seccano e devono essere gettati nel fuoco…” (Giovanni 15). Attenzione: i tralci non sono accanto alla vite, bensì innestati nella vite. Noi non abbiamo potuto partecipare alla prima creazione (non c’eravamo), ma possiamo partecipare alla sua “seconda creazione” (la redenzione). Ecco dunque che Dio chiama ogni cristiano, chi più e chi meno, al destino della sofferenza, perché ogni anima sia accanto al Gesù Redentore che sale il Calvario.
4.La sofferenza è certamente uno scandalo, infatti se non fosse accaduto il peccato originale, non ci sarebbe stata. Ma si pensa stoltamente che l’esistenza della sofferenza degli innocenti sia il punto debole del Cristianesimo: Se Dio è buono perché permette che tanti bambini soffrano? Si chiedono in tanti. Eppure la sofferenza degli innocenti è il punto forte del Cristianesimo, non solo perché a questa questione può rispondere solo la Croce di Cristo che non è presente in altre religioni, ma è proprio questa questione che fa capire come chi soffre innocentemente sia un “chiamato” a vivere ancor più strettamente in Cristo…perché Dio ama non solo quando dona, ma soprattutto quando chiede.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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