Le leggende sono “bugie” che dicono la verità. Bugie sì, perché la storia che le leggende raccontano è fantastica, ma sono “bugie” che dicono la verità, perché non solo esse hanno un insegnamento ben preciso, ma anche perché si tratta di insegnamenti spesso decisivi per impostare seriamente la propria vita ed anche per scorgere quel mistero del reale di cui altrettanto spesso si tende a non tener conto.
E proprio perché le leggende nascono dal buon senso popolare, esse possono essere più utili della Storia stessa, ovviamente senza togliere nulla all’importanza della Storia.
Chesterton che amava tanto i paradossi scrive nel suo Ortodossia: “E’ molto facile comprendere perché una leggenda sia trattata con maggiore rispetto di un libro di storia. La leggenda, in genere, è creata dalla maggioranza degli abitanti del villaggio, che sono sani di mente. Il libro di storia, invece, di solito è scritto dall’unico matto del villaggio“.
C’è però un altro punto che ci piace aggiungere. Meglio: un altro paradosso. Mentre la Storia può essere facilmente manipolata ed essere ricondotta ideologicamente dove si vuole (negando totalmente le fonti o interpretandole secondo un ben preciso orientamento), la leggenda non è suscettibile di manipolazione. La leggenda, infatti, può essere manipolata nel racconto, ma non nel significato. La Storia, invece, anche se non può essere manipolata nel racconto (perché i fatti vanno presentati così come sono), può essere manipolata nel suo significato.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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