Qual é il rapporto tra grazia e libertà?

Paul Claudel così scrive nel suo L’annuncio a Maria: “La vita è vocazione, è il dialogo tra l’iniziativa del mistero e la mia libertà, il rapporto con il mistero che bussa alla porta della mia libertà“.

Queste parole esprimono bene la salvezza dell’anima secondo la Verità Cattolica. Essa è il risultato di una duplice azione, quella della grazia di Dio e quella della libera corrispondenza umana. Se manca una di queste due componenti non può esserci salvezza. Per capire facciamo un esempio da molti utilizzato. Si sfila l’anello che portiamo al dito. Dobbiamo quindi calarci per riprenderlo. Ma all’improvviso va via la luce e si fa tutto buio. Ebbene, per quanto ci sforzassimo di ritrovare l’anello, il buio renderebbe vano ogni nostro sforzo. Ritorna la luce. Essa però da sola non farà balzare l’anello dinanzi ai nostri occhi, dovremo comunque calarci per sforzarci di cercarlo. Il ritrovamento dell’anello sarà dunque il risultato di due componenti: da una parte la luce, dall’altra lo sforzo di essersi calati per cercarlo. Fuor di metafora: la luce è la grazia, lo sforzo personale la libertà.

Terminiamo con queste parole di sant’Agostino abbastanza famose: “Senza la tua volontà, in te non ci sarà la giustizia di Dio. Indubbiamente la volontà non è che la tua, la giustizia è solo di Dio. Senza la tua volontà, la giustizia di Dio può esserci, ma in te non può esserci se sei contrario (…). Perciò chi ti ha formato senza di te, non ti renderà giusto senza di te“. (Discorsi, 169, 11,13)


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