Qual é una delle grandi contraddizioni della cultura psichedelica?

1.La cultura psichedelica si manifestò pienamente all’interno del movimento detto del Sessantotto. Fu una cultura che invitava alla diffusione e all’uso quanto più massiccio di sostanze stupefacenti. L’intenzione era quella di promuovere una liberazione totale dell’uomo che potesse finalmente svincolarsi dall’imperio della ragione. Richard Neville affermava che la droga avrebbe reso gli uomini “capaci di sgusciare dalla camicia di forza della logica aristotelica”. E uno degli slogan più diffuso di quegli anni diceva: “Fate saltare le menti meccaniche con l’acido santo!”

2.Ricordiamo che il Sessantotto fu il tentativo di portare il concetto di rivoluzione dal piano socio-politico, quindi esterno all’uomo, a quello dell’interiorità umana. Dunque, non più la volontà e la ragione a governare gli istinti, bensì il contrario. Da qui l’esistenza all’interno del Sessantotto di tre rivoluzioni: la rivoluzione sessuale, la rivoluzione musicale e -appunto- la rivoluzione psichedelica.

3.Furono anni in cui si professava il pacifismo. E anche la cultura psichedelica, con i suoi teorici e i suoi guru, parlava di pace a destra e manca. Come è andata a finire? Come finiscono tutti gli errori, vanno a sbattere! Più gli errori sono gravi, più paradossali e contraddittori sono i loro esiti. Oggi negli Stati Uniti i dati dicono che i morti per uso di droghe sono superiori alle ultime guerre che gli USA hanno fatto: Vietnam ed Iraq. Ancora una volta la legge dell’eterogenesi dei fini dimostra di essere pressoché infallibile.


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