Scrivono per noi – 22 aprile, festa della Madonna dello Splendore

di Pierfrancesco Nardini


La Madonna dello Splendore è una figura centrale nella devozione popolare di Giulianova, in provincia di Teramo, e il suo culto affonda le radici in un evento straordinario che la tradizione cattolica ha tramandato con fedeltà e reverenza. Il 22 aprile 1557 la Vergine Maria si manifestò a Bertolino, un umile contadino.
Questo, stanco dopo aver raccolto la legna, si era fermato a riposare sotto un ulivo su una collina fuori le mura della città. Qui, tra i rami, vide una luce abbagliante e al suo centro apparve la Madonna, che gli affidò un messaggio: quel luogo sarebbe stata la sua dimora e lì avrebbe voluto un santuario in suo onore.
Bertolino inizialmente fu deriso e addirittura percosso dalle autorità locali che non gli credettero. Tornò più volte sul luogo dell’apparizione, spinto dalla fede e dalla perseveranza. La Vergine lo sostenne, e alla fine si compì un miracolo grandioso: una sorgente d’acqua scaturì dal terreno e l’aggressore del contadino, pentito, fu guarito dalla paralisi che lo aveva colpito. Acqua che ancora oggi è meta dei fedeli per bagnarsi le mani e la fronte.

Questo evento, secondo la cronaca del monaco celestino Pietro Capullo, pose anche fine a una pestilenza che affliggeva la regione e segnò l’inizio del culto della Madonna dello Splendore. Anche se studi più recenti suggeriscono che l’apparizione possa risalire alla fine del Quattrocento, in concomitanza con la fondazione di Giulianova da parte di Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona, la data del 22 aprile resta il cuore della tradizione.
Ogni anno, infatti, il 22 aprile si celebra la Madonna dello Splendore con una festa solenne che richiama fedeli da tutta la regione. La processione, accompagnata da bande musicali e dalle confraternite, porta la statua della Madonna dal Duomo di San Flaviano al Santuario a lei dedicato, tra preghiere, canti e fuochi pirotecnici. È un momento di profonda unione spirituale e civile, che si conclude giorni dopo con il rientro notturno dell’antica statua al Santuario, illuminato da fiaccole, simbolo di una fede viva e radicata.

Dal punto di vista spirituale, la Madonna dello Splendore rappresenta un richiamo alla semplicità e alla fermezza della fede cattolica tradizionale. Bertolino, uomo comune e lavoratore, incarna l’anima umile che Dio sceglie per manifestare la sua grazia. La Vergine, apparsa in splendore divino, non si rivolge ai potenti e agli intellettuali, ma a chi sa ascoltare con il cuore, sfidando, per l’amore di Maria, il rifiuto e la derisione del mondo.
Questo episodio riflette un cristianesimo autentico, lontano dalle distorsioni (eufemismo…) moderniste che spesso stravolgono il sacro in un vago sentimentalismo.
Non c’è spazio per compromessi: la fede è prova, sacrificio e, infine, trionfo di Dio.

Il santuario, con la sua sorgente miracolosa, resta un segno tangibile della presenza materna di Maria, mediatrice di grazie e guida verso N.S. Gesù.
In un’epoca in cui il cattolicesimo viene piegato a interpretazioni progressiste/protestanti, la Madonna dello Splendore ci invita a riscoprire la forza della tradizione: una devozione schietta, fondata sui misteri della fede e sull’intercessione della Vergine, che non ha bisogno di adattamenti per parlare al cuore dei fedeli.
È un richiamo a guardare in alto, verso quello splendore celeste che illumina le tenebre della vita terrena e diventa sorgente di vita.


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