La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, nola bellezza del momento. n ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti. Ed è la realtà che ci rimanda alla bellezza della Verità Cattolica … perché tutto è cattolico, perché tutto è di Dio!’
L’uomo è l’unico essere sulla faccia della terra che cucina. L’animale no. Ma non solo. L’uomo è l’unico essere sulla faccia della terra che (non sempre lo fa) per mangiare si siede comodamente e addirittura adorna la propria tavola con una bella tovaglia.
A cosa serve una bella tovaglia per il pranzo? Se servisse solo per evitare di pranzare direttamente sul tavolo (il che potrebbe essere poco igienico), basterebbe una tovaglia molto semplice, addirittura potrebbe bastare del cellofan lavabile su cui passare una spugna per poterlo detergere.
Evidentemente una tovaglia non serve solo a questo. Meglio: non serve soprattutto a questo. Serve ad offrirsi un sottofondo di bellezza ed armonia ad un piacere, qual é quello di poter mettere qualcosa di buono sotto i denti. Un piacere che diventa ancora più tale se lo si fa in compagnia dei propri cari.
Perché si ha bisogno di questo sottofondo di bellezza? Perché diventa così naturale -perfino ovvio- che ci sia questo sottofondo? Perché c’è bisogno d’incorniciare. Come all’uomo non basta solo il contenuto dello sguardo, così non basta nemmeno il contenuto di ciò che mangia.
All’uomo occorre anche la cornice, occorre cioè incontrare una bellezza che contorni ciò che di bello gli è donato. E’ come se all’uomo occorresse che vi sia un qualcosa che non gli faccia sfuggire la bellezza del momento. E ogni bellezza del momento ha bisogno di un’ulteriore bellezza.
Ulteriore, nel senso di prospettiva che va oltre spazialmente. E’ la dinamica del risalto. Quando diciamo che ogni cosa bella è bene che risalti, vuol dire che è bene che si ponga in una straordinarietà, anche se è perfettamente e costantemente ordinaria.
Anche da questo si capisce che l’uomo non è fatto per la terra e non è fatto per il tempo, bensì per il Cielo e l’Eternità.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Veramente bello e vero…