SOSTA: Perché è importante che l’Essere coincida con Dio…e Dio coincida con l’Essere?

1.San Tommaso afferma che Dio è l’Essere in sé sussistente. Potremmo anche definirlo: l’Essere per eccellenza oppure l’Essere nella sua pienezza di essere. Insomma, Dio, in quanto Ente supremo, è essere per essenza, mentre tutti gli altri enti hanno l’essere per partecipazione. 

2.Perché questa verità tomista oltre che essere inappuntabilmente logica è anche decisiva? Perché fa sì che l’oggetto da conoscere si ponga veramente come oggetto. Sembra un’affermazione senza senso, si potrebbe definire “tautologica”, ma invece è un’affermazione importante.

3.Dire che l’oggetto da conoscere è davvero oggetto vuol dire che questo si pone dinanzi all’intelletto conoscente come tale, rimanendo tale anche nell’attività intellettiva dell’uomo.

4.Il Kantismo, prima, e la Fenomenologia, poi (tanto per fare qualche esempio, ma se ne potrebbero fare tanti altri), hanno dissolto l’oggettività dell’oggetto trasformando quest’ultimo in fenomeno, per cui l’uomo sarebbe impossibilitato a conoscere la realtà in sé, ma solo la realtà così come appare a lui.

5.Quando Heidegger afferma che l’Essere non è ciò per cui una realtà è, ma solo l’orizzonte dentro il quale la realtà si manifesta, opera un passaggio che non solo si pone nella linea del Kantismo e della Fenomenologia, ma riduce l’Essere a discorso, a linguaggio, a parola…e forse (anche se Heidegger non lo desidererebbe) perfino a concetto.

6.Il Tomismo, invece, afferma che l’Essere è realtà, è atto (Esse ut actus) e costituisce l’unica condizione dell’ente. Condizione per essenza in Dio. Condizione per partecipazione per gli enti finiti.


Dio è Verità, Bontà e Bellezza 

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