Senza il vero Dio non può esserci autentico e sincero amore per il prossimo. Questo almeno per due motivi.
- Primo motivo: Senza Dio non si può riconoscere alcuna grandezza nell’uomo. L’uomo può essere riconosciuto come il più grande dei valori esistenti sulla terra solo se si riconosce nella sua natura un riflesso dell’infinito di Dio: la creazione ad immagine e somiglianza di Dio (Genesi 1). Se l’uomo viene considerato solo in quanto uomo e non come creatura creata a somiglianza di Dio, diviene un valore finito che può essere facilmente posposto ad altri valori: la razza, lo Stato, l’ideologia, l’utile, l’economia, ecc…
- Secondo motivo: Se non si riconosce un Dio che ha creato per amore, non può esserci alcun obbligo morale ad amare. Il fatto che Dio (il vero Dio!) ci ha voluti del tutto gratuitamente perché non poteva aver bisogno di noi in quanto infinito ed assoluto, ci “costringe” a vivere nella gratuità verso l’altro. Solo il vero Dio, quello cioè riconosciuto attraverso la ragione e confermato dalla Rivelazione, si presenta come Colui che ha creato per amore. Dunque, questa gratuità ci è imposta come modello: se Dio ci ha amati e ci ama, non possiamo anche noi non amare. Se Dio ama il prossimo così come ama me, non posso io non amare chi Dio ama.
- Terzo motivo: Se non si riconosce un padre comune, non ci si può nemmeno riconoscere fratelli. Da qui l’assurdità della fraternité rivoluzionaria e illuministica. Se il Padre non c’è, o almeno è deisticamente lontano e disinteressato, allora su cosa si può fondare la fratellanza? Niente padre, niente fratelli.
Concludiamo con queste parole di san Francesco d’Assisi tratte dal suo Testamento:
Quando io ero nei peccati, mi era insopportabile vedere i lebbrosi, ma il Signore stesso mi condusse in mezzo a loro e li curai con tutto il mio cuore.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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