1.Prima di capire in che modo il Protestantesimo abbia originato il liberalismo, vediamo cosa è esso è. Per liberalismo s’intende l’ideologia secondo la quale la libertà giudica la verità, libertà da intendersi sul piano individuale. Per cui, facendo un esempio molto semplice, ciò che si desidera deve essere realizzato indipendentemente se è naturalmente vero e moralmente giusto.
2.Luigi Taparelli d’Azeglio, nel suo Saggio teoretico di diritto naturale appoggiato sul fatto, afferma chiaramente che il Protestantesimo è “prima radice del Liberalismo” Almeno due sono i motivi che fanno ben capire quanto il Protestantesimo abbia fatto da “culla” del liberalismo. Essi sono: il libero esame e la negazione del diritto naturale.
- Il primo motivo è senz’altro l’istanza soggettivistica del “libero esame”. Sempre Taparelli d’Azeglio afferma che l’essenza intellettuale del Protestantesimo è “lo spirito privato, ossia la piena libertà delle coscienze, che fa libero a ciascuno l’opinare a capriccio, come intorno alle teorie religiose così intorno alle pratiche morali.” “L’opinione a capriccio” di cui parla Taparelli è l’esaltazione dell’individuo, laddove il pensiero (l’opinare) diventa criterio di tutto. Insomma, nel Protestantesimo l’individuo trova una sorta di fondamento divino. Paradossalmente l’individuo trova in Dio la sua affermazione per prevalere su Dio.
- Da qui un motivo importante, anche che se un po’ ostico da capire: la concezione del diritto naturale. Il Protestantesimo facilita il sorgere del liberalismo anche perché facilita il passaggio del concetto di diritto naturale dalla prospettiva metafisica a quella più specificamente razionalistica. Facciamo un po’ di mente locale per capire. Il concetto tradizionale di diritto naturale è fondato metafisicamente su un concetto di natura come “dato creaturale”. Invece con il giusnaturalismo di Grozio si affaccia un nuovo concetto di natura, non più fondato metafisicamente ma razionalisticamente, con venature nominalistiche e volontariste. Insomma, continua il richiamo alla “natura”, ma non è più una “natura” oggettiva, universale, bensì relativa alla individualità dei singoli uomini e delle singole volontà umane. Il Protestantesimo, con la sua essenza soggettivista e soprattutto con la sua avversione nei confronti della propedeuticità della Ragione sulla Fede, ha indubbiamente facilitato questo passaggio. Ora, è indubbio che questa nuova concezione del diritto naturale (che logicamente porterà al dissolvimento del diritto naturale stesso), fondato su una ragione non universale, bensì “individuale”, costituirà da volano per una concezione atomistica ed individualistica della società, nonché a sua volta fondata sull’opinione personale. Questo condurrà anche al rifiuto di un modello sociale che si muova nell’equilibrio tra culto pubblico di una religione con il riconoscimento che a questo modello sociale possano appartenere anche coloro che non dovessero riconoscersi in questo fondamento. Salta, insomma, il modello di Stato Cattolico, laddove lo Stato è ufficialmente cattolico, laddove c’è l’obbligo del culto pubblico della Fede Cattolica, laddove c’è la Regalità Sociale di Cristo, ma nello stesso tempo si riconosce la piena dignità anche di chi cattolico non è; una piena dignità che trova fondamento nella comune natura umana razionalmente riconoscibile. Dicevamo: tutto ciò salta e al posto dello Stato Cattolico si promuovono due modelli estremi: lo Stato laico o lo Stato non semplicemente confessionale, bensì confessionalista. Più chiaramente: vengono promossi modelli di Stato in cui vige teoricamente o l’indifferentismo religioso oppure la teocrazia, vedi la Ginevra calvinista o l’Inghilterra di Cromwell. Queste due estremizzazioni nascono dallo stesso errore: espungere il dato religioso dalla dimensione sociale, perché, secondo il dettame liberale, la società non sarebbe fondata sul modello comunitario. E’ l’individuo che fonderebbe il tutto. L’individuo con la sua libera opinione (Stato laico) o l’individuo con i suoi deliri fideistici (Stato teocratico).
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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