Ci sono molti teologi che dicono che il Papa non possa mai diventare un eretico cosciente e colpevole, e quindi anche ostinato. Ovviamente costoro non escludono che un papa possa essere un eretico materiale o a causa di una sorta di ignoranza o a causa di un un errore. A sostenere questa tesi sono Alberto Pighi (1490-1542), Francesco Suarez (1548-1617), Marie-Dominique Bouix (1808-1870), il cardinale Louis Billot (1846-1931. Alla base di questa convinzione ci sono argomenti molto seri. Per esempio ciò che è scritto in Luca 22,32: Simone, io pregato affinché la tua fede non venga mai meno. Il Bellarmino scrive: Poiché il Papa, non solo non deve e non può predicare l’eresia, ma deve sempre insegnare la verità, ed è fuori dubbio che egli lo farà sempre poiché il Signore gli ha comandato di confermare i suoi fratelli. Ma un papa eretico, come potrebbe confermare i suoi fratelli nella fede, come potrebbe predicare sempre la vera fede? (De Romano Pontefice, capitoli 7-14).
Vi è però da dire però che a livello di manualistica tale convinzione è considerata argomento di teologia controversa. Cioè può essere messa in discussione. Infatti, dal XII al XVI secolo i teologi hanno comunamente ritenuto che il Papa potesse cadere nell’eresia. Nel XII secolo Graziano (1075/80-1145/47) nel suo Decreto dice che il Papa non può essere giudicato (ovviamente non deposto) da nessuno, salvo nel caso in cui si allontanasse dalla fede. Dunque, questa possibilità dell’allontanamento dalla fede era da lui contemplata. Autori affermano che i canonisti del XII e del XIII secolo conoscevano e commentavano il testo di Graziano. Tutti ammettevano che il Papa potesse cadere nell’eresia o in qualunque altra grave colpa; ci si preoccupava solo di ricercare perché e a quali condizioni egli potesse essere giudicato in questo caso dalla Chiesa. Ad appoggiare questa tesi sono Tommaso de Vio (detto il Gaetano) (1469-1534), Melchior Cano (1509-1560), Domenique Banez (1528-1604), Charles-René Palmieri (1685-1757). In realtà a sostenere questa tesi, oltre ad altri fatti, si potrebbe ricordare quello di papa Onorio (625-640), il quale morì eretico perché sostenne l’eresia monotelita in occasione del Terzo Concilio di Costantinopoli del 681, tanto da essere anatemizzato dai successori sant’Agatone (678-681) e san Leone I (682-684).
Dunque, la questione è aperta. Ma, più che parlare di papa eretico, è meglio parlare di papa che può affermare eresie, pur rimanendo papa. Possiamo inoltre concludere che il Papa non può commettere eresia quando parla ex-cathedra (ciò è un dogma di fede). Tuttavia nel suo insegnamento al di fuori dell’ex-cathedra può anche affermare eresie.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Grazie, molto utile, dati i tempi…