SOSTA: Secondo la Verità Cattolica come giudicare il pensiero di sant’Alberto Magno?

1.Sant’Alberto Magno nacque probabilmente a Lauingen, in Svevia, intorno al 1200. Studiò a Padova e poi entrò nell’Ordine Domenicano. Insegnò a Parigi e a Colonia. A Parigi ebbe come discepolo Tommaso d’Aquino. Nel 1260 fu nominato vescovo di Ratisbona, ma dopo poco tempo rinunciò per tornare allo studio e all’insegnamento. Morì a Colonia nel 1280. E’ Santo e Dottore della Chiesa.

2.Sant’Alberro Magno ebbe vari interessi e scrisse di filosofia e teologia quanto di zoologia e botanica. Ricordiamo solo due opere: Summa de creaturis e Commento alle sentenze di Pietro Lombardo. Per i suoi vasti interessi si ricorda con il titolo di Doctor Universalis.

3.Sant’Alberto Magno è importante perché s’impegnò nell’utilizzazione cristiana di Aristotele. Egli riteneva che Aristotele dovesse essere accolto dalla filosofia cristiana a patto però che si sapesse distinguere nel suo pensiero ciò che è compatibile e ciò che non è compatibile con la Rivelazione.

4.Sant’Alberto Magno distingue la ragione filosofica dalla conoscenza teologica. Esse non devono essere confuse. Questo però non significa che debbano essere in contrapposizione. La verità della fede non può contraddire la verità della ragione e viceversa.

5.Sant’Alberto Magno riconosce alla metafisica il compito di studiare l’essere-in-quanto-essere e le cause supreme della realtà. Dio non è soltanto il motore supremo, ma anche il Creatore dell’universo.

6.Sant’Alberto Magno difende la dottrina cristiana della creazione dal nulla. Il mondo è reale e ontologicamente distinto dal Creatore.

7.Anche nell’antropologia sant’Alberto Magno utilizza Aristotele: l’uomo è costituito dall’unione di anima e corpo. L’anima razionale è immortale.

8.Anche per la conoscenza, sant’Alberto Magno riprende ampiamente Aristotele: la conoscenza avviene attraverso i sensi per poi astrarre gli universali.

9.Sant’Alberto Magno critica Averroé. Questi aveva affermato l’unicità dell’intelletto agente. Sant’Alberto Magno respinge questa convinzione. Se vi fosse -diceva- un unico intelletto comune, diventerebbe difficile spiegare come ogni singolo possa pensare ed essere responsabile delle proprie azioni. Dunque, ogni uomo possiede realmente la propria anima razionale.

10.Riguardo la natura, sant’Alberto Magno afferma che essa (la natura) deve essere studiata secondo le proprie cause. Dio è certamente la causa prima di tutto, ma ha creato una realtà dotata di cause seconde. L’indagine scientifica sulle cause naturali, pertanto, non diminuisce Dio, ma permette di comprendere meglio l’ordine da Lui posto nella creazione.

11.La natura non è per sant’Alberto Magno un insieme caotico di fenomeni. Essa presenta un ordine intellegibile. Tra le quattro cause aristoteliche la più importante è quella finale, perché nella natura tutto è finalizzato.

12.Anche sant’Alberto Magno affronta l’importante argomento degli “universali”. Non accetta né un nominalismo radicale, secondo cui gli universali sarebbero semplicemente parole (flatus vocis) né un platonismo che separi completamente le essenze universali dalle realtà concrete. L’universale può essere considerato:

  • ante rem: prima delle cose, nella mente divina
  • in re: nelle cose concrete, come loro natura ed essenza
  • post rem: dopo le cose, nell’intelletto che astrae il concetto universale degli individui

13.Insomma, quella di sant’Alberto Magno è una soluzione realista che verrà sviluppata dalla Scolastica Tomista.

14.L’etica di sant’Alberto Magno risente dell’Etica Nicomachea di Aristotele. Ogni azione umana tende verso il fine ultimo dell’uomo. A differenza però di Aristotele, il fine dell’uomo non può essere una felicità naturale, ma solo Dio.

15.L’uomo può raggiungere la sua perfezione con:

  • la conoscenza del vero
  • l’esercizio della virtù
  • il dominio razionale delle passioni
  • l’orientamento della volontà al bene
  • l’azione soprtannaturale con Dio 

16.Il giudizio

  • Positivo: Assimilazione sistematica di Aristotele nel pensiero cristiano.
  • Positivo: Riconoscimento della legittima autonomia della filosofia rispetto alla teologia, senza però contrapposizione fra le due.
  • Positivo: Valorizzazione della natura delle cause seconde che permette legittimamente la ricerca scientifica.
  • Positivo: Valorizzazione dell’osservazione e dell’esperienza nello studio del mondo naturale.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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