SOSTA: Perché la questione dell’esistenza di Dio è la questione più importante?

1.Non c’è problema che possa essere più importante di quello dell’esistenza di Dio. Questa è la vera questione. ha detto lo storico inglese Paul Johnson (1928-2023): “L’esistenza o la non esistenza di Dio è la domanda più importante alla quale noi esseri umani siamo chiamati a rispondere”. 

2.D’altronde, se così non fosse, non si capirebbe perché in tutte le epoche l’uomo abbia sempre pensato a Dio. L’ateismo lo si può trovare a livello individuale, ma non lo si ritrova mai a livello sociale. Una civiltà atea e desacralizzata, nel senso di essere priva del concetto di sacro, non è mai esistita e mai esisterà.

3.Lo stesso ateismo individuale, in un certo senso, attesta quanto naturale nell’uomo sia il pensare a Dio. Lo fa capire bene sant’Anselmo di Aosta (1033/34-1109) con la sua cosiddetta prova ontologica, con la quale vuole dimostrare quanto l’onere della prova non spetti al teista quanto a colui che è convinto della non-esistenza di Dio. Dire “Dio esiste” è un dire conforme all’ordine naturale delle cose perché la realtà non è causa di se stessa, dire invece “Dio non esiste” è del tutto illogico.

4.E, sempre a proposito del fatto che l’uomo naturalmente sia portato a pensare a Dio, Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) diceva giustamente che solo l’uomo può essere ateo, l’animale no. L’uomo può essere ateo proprio perché ha l’idea di Dio. Dunque, proprio perché l’uomo non può non pensare a Dio, indipendentemente dalle conclusioni a cui arriva, il problema di Dio costituisce il problema più importante, il problema più decisivo.

5.In un episodio inserito alla grande epopea storica di Alksandr Solzenicyn (1918-2008), La Ruota rossa,, precisamente  al primo “nodo”, Agosto 1914, il personaggio Tomcak, un ricco proprietario terrerio del Sud della Russia, deve affidare la figlia ad una scuola cittadina. Solzencyn descrive con cura tutte le preoccupazioni del padre: Tomcak vuole accettarsi dell’ambiente nel qaule sta per la sciare la figlia e interroga la responsabile della scuola. Poi, qaundo ormai tutto è stato deciso, si rende conto di essersi dimenticato la cosa essenziale. E’ scritto così: “E Tomcak si accorse di aver dimenticato allora di chiedere alla direttrice soltanto una piccola cosa: lei, con tutti il suo ginnasio, credeva in Dio?” Il commentatore poi osserva: “E proprio su questa piccola cosa si fonda tutto“.


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1 Comment on "SOSTA: Perché la questione dell’esistenza di Dio è la questione più importante?"

  1. Giovanni Di Guglielmo | 14 Settembre 2026 at 11:32 | Rispondi

    E’ vero, direi è estremamente vero.

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