1.Giustamente si dice che bisogna giudicare il peccato, ma non il peccatore. Questo perché solo Dio può scrutare in foro interno e quindi conoscere bene le intenzioni del peccatore. Ed è per questo che Gesù ha detto di non giudicare se non vogliamo essere a nostra volta giudicati (Matteo 7).
2.In questo caso, però, il riferimento è al giudizio definitivo. Nessuno può permettersi di dire che quel tale peccatore sicuramente sarà condannato per l’eternità: solo Dio può saperlo e solo a Lui spetta il giudizio definitivo.
3.Ma c’è un “ma”. Il peccatore deve essere ripreso? Certamente. Guai se non lo si facesse. Le opere di misericordia spirituale parlano chiaro: bisogna ammonire gli erranti.
4.Il Bene va chiamato Bene, ma anche il Male bisogna chiamarlo Male…e il Male deve essere sempre riconosciuto. Quale bravo medico dinanzi alla patologia eviterebbe di dire all’ammalato che deve cambiare dieta se fosse necessario per la guarigione o che deve curarsi con determinati farmaci se ciò fosse necessario per la terapia? Quale bravo medico deciderebbe di trascurare la malattia allorquando questa fosse evidente e minacciosa?
5.Ma se ciò vale per il medico, deve a maggior ragione valere per l’ammalato. Un ammalato che s’intestardisse a giudicarsi sano quando non lo è, sarebbe un pericolo per se stesso e non guarirebbe mai, perché…non si guarisce un malato che si crede sano.
6.Insomma, dinanzi ad una malattia conclamata sarebbe ridicolo se a credersi sano fosse l’ammalato…ma anche se fosse il medico a credere sano l’ammalato.
7.In campo medico, come d’altronde dappertutto…il relativismo è una stupidaggine.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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