La Pentecoste è il “Battesimo” della Chiesa…e la Chiesa è il prolungamento di Cristo nella Storia: … dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro…” (Matteo 18).
La festa è l’irruzione del sacro nel profano. Essa è l’espressione che il tempo, per trovare se stesso, cioè per riconoscersi in un vero significato, deve completarsi nell’eternità. Il filosofo freancese Gustav Thibon direbbe: “…deve findanzarsi con l’eternità“.
Dunque spetta alla Chiesa, solo a Lei, dare fondamento e leggitimità all’irruzione del soprannaturale nel naturale, dell’eterno nel tempo. Ed ecco perchè è giusto dire che è proprio con la Pentecoste che si “riavviano” le feste, nel senso che l’Anno Liturgico prende, con la Pentecoste, significato a se stesso, perché la festa segna l’irruzione dello straordinario nell’ordinario, del sacro nel profano….e la Chiesa è il prolungamento di Cristo nella Storia, cioè è la continuazione nella Storia dell’irruzione dell’Infinito nel finito.
Certo, il centro dell’Anno liturgico è il Triduo Pasquale, non la Pentecoste, ma è proprio la Pentecoste che ne dà ragione, perché è con la Pentecoste che si avvia il…prolungamento di Cristo nella Storia.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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