Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia” è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica.
Robert Southey: “Buio è l’abisso del tempo, ma vi è data abbastanza luce per guidare il vostro passo”, Course of Kehama
- Le parole sono categoricamente tristi: il tempo è un andare verso l’abisso; e l’abisso richiama inevitabilmente il buio. Un buio come assenza di speranza, un buio come constatazione che si sta camminando invano.
- Eppure… c’è un “eppure”. Questo verso dice che in una situazione del genere c’è comunque abbastanza luce perché il passo possa procedere, e quindi non si rischi di mettere il piede in fallo.
- Con ogni probabilità questo verso vorrà dire che se non c’è un Senso con la “S” maiuscola che inglobi e spieghi l’intera vita, piccoli significati possono e debbono comunque esserci, altrimenti davvero sarebbe tutto inutile.
- Ma quell’ “abbastanza” è un avverbio ipocrita. Cosa davvero vuol dire: “…abbastanza luce per guidare il vostro passo”? Avverbio ipocrita, perché la luce o è vera, illuminante e confortante, o non è!
- Una luce che non illumini tutto, è solo un misero fuoco fatuo... quello tipico dei cimiteri.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri
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